Scopami

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Nel 1993 esce, in Francia – in Italia arriverà solo sei anni più tardi – , Scopami, il romanzo d’esordio di Virginie Despentes. 

Le protagoniste, Manu e Nadine, sono un’accoppiata alla Thelma e Louise, ma molto più sboccate, esplicite e violente. Una fa l’attrice porno e cerca di raccattare quanto più denaro possibile per sopravvivere; l’altra si barcamena, lavorando come prostituta. L’ambiente in cui le due ragazze si muovono è quello della degradante provincia francese degli anni Novanta: abusi, povertà, dipendenze e omicidi come regolazione dei conti sono la quotidianità che affrontano, con inerzia, e dalla quale non cercano mai un vero e proprio riscatto

L’incontro tra le due avviene in modo casuale, entrambe desiderano scappare: una dalla legge, l’altra dalle conseguenze di uno stupro che, in quell’humus sociale, è visto più come una seccatura, l’inizio di una lunga catena di problemi, che un abuso da metabolizzare.


Fuggendo da se stesse, Manu e Nadine trovano, l’una nell’altra, la compagna di un viaggio senza meta


Spesso si racconta che è proprio il viaggio, ciò che vale: il viaggio è il topos dell’esperienza, della crescita, della formazione — ma non è questo il caso. Le due ragazze, mine vaganti in fuga da un’esistenza di degrado, che però non sanno che rendere ancora più degradante, canalizzano la propria rabbia in una violenza cieca. Uccidono donne, uomini e bambini, sfogando la frustrazione di uno strato sociale che il riscatto non lo immagina, né lo desidera. 

«Escludersi dal mondo, fare il salto. Essere ciò che siamo di peggio. Aprire una voragine tra lei e il resto del mondo. Lasciare il segno. Vogliono un titolo da prima pagina? E noi glielo regaliamo.» (1)

L’estraneità di Manu e Nadine dal mondo è radicale e irreparabile e la soluzione è una sola: essere ciò che sono di peggio

Emblematica una scena: le due si trovano a casa di un ricco architetto, al quale vogliono sottrarre dei diamanti. Entrano con la scusa di un sondaggio e il piano prevede che, una volta ottenuti i diamanti, lo uccideranno. Nadine, però, è attratta da lui. 

«Non sono assetata di sangue al punto di contrariare la tua libido… Da un certo punto di vista mi sarebbe stato sull’anima. Non per insistere sul vecchio motivetto marxista, ma avrei trovato immorale risparmiare il solo vero borghese che abbiamo incontrato.» (2)


Violenza e desiderio, in questo romanzo, sono legati a doppio filo.


Eros e Thanatos: la pulsione alla vita e la pulsione alla distruzione sono forze assolute, per nulla limitate dai dettami sociali, che per Manu e Nadine non hanno senso d’essere, visto il loro ruolo di outcast.

Letto oggi, nella splendida riedizione di Fandango, il romanzo accusa gli anni che ha. A quasi trent’anni dal suo esordio, molte cose sono cambiate e la percezione che un testo del genere può suscitare non è certo altrettanto dirompente. Tuttavia, il linguaggio esplicito di cui si serve, messo in bocca a dei personaggi femminili, suona ancora radicale

L’associazione dei concetti di femminile e di degradante fa ancora scalpore, nonostante gli enormi passi in avanti del femminismo. 

Nel 2000, il film tratto dal romanzo è stato oggetto di polemiche per la violenza, il sesso e perché le due attrici protagoniste, Raffaella Anderson e Karen Bach, venivano dal mondo del porno. Beppe Attene, il distributore italiano della pellicola, però, ha usato delle parole molto calzanti per descriverlo: 

«ll film ha l’intensità, l’onestà e la denuncia sociale di una storia sottoproletaria di Kenneth Loach, ma in più usa il sesso per denunciare la violenza e raccontare l’umanità delle due protagoniste.» (3)

Scopami, alla luce di questo commento, può essere un libro ancora molto attuale proprio perché guarda in faccia uno strato sociale sofferente, ne racconta lo strazio e la violenza e, in più, lo fa attraverso dei personaggi femminili, la cui abiezione, nonostante le conquiste del femminismo liberale, non è ancora qualcosa di normalizzato. 


Donna, abiezione ed estetica del degrado: delle tematiche su cui riflettere ancora.


«Beve l’alcool tiepido a piccoli sorsi golosi, occhi semichiusi. Lascia che il calore la intorbidisca. Il sole è generoso con l’ultima delle puttane.» (4)


V. Despentes, Scopami, Fandango Libri, Roma, 2020.


Grazie a Fandango!





(1) V. Despentes, Scopami, Fandango Libri, Roma, 2020. 

(2) Ibidem.

(3) G. Grassi, «Baise-moi», il film scandalo arriva in Italia a settembre Ritirato per ora in Francia, Corriere della Sera, 2000 urly.it/38aps

(4) V. Despentes, Scopami, Fandango Libri, Roma, 2020.