Boschi cantate per me

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«Ma se perdono vuol dire 
disperdere la memoria
come al vento la cenere dei morti
Chiudere occhi, orecchi
impedire al cervello di pensare
mentre voi sognate altri massacri
altri bagni di sangue, altri roghi
Ebbene 
cercate altrove 
i vostri complici e i vostri servi» (1)

Scrivere una recensione per Filosofemme è, per me, sempre bello: mi permette di scoprire libri e saggi molto interessanti, su tematiche solitamente attuali e che incontrano i miei interessi. 

Per Boschi cantate per me non è stato semplice: dopo aver letto le poesie delle poete qui riunite, tutte prigioniere del lager femminile di Ravensbrück (e l’intensa postfazione di Anna Paola Moretti), ogni ulteriore parola mi pare superflua. 

È un libro doloroso per tre motivi, uno facilmente intuibile: le poesie sono bellissime, ma strazianti, il dolore, appunto, fisico e psicologico permea ogni pagina.

Poco cibo e troppo lavoro; pidocchi, malattie della pelle.

Un freddo devastante e vestiti insufficienti per coprirle. La lontananza della famiglia, della mamma, dei figli, di una vita tranquilla. La perdita della femminilità, della dignità umana, il sentire e vedere il proprio corpo sparire. Anche la bellezza è totalmente estranea a tutto ciò: si vedono solo fumo, grigiore, casermoni e corvi, come in un cattivo presagio.

La libertà sembra (ed è) una cosa lontana.

Un’altra ragione per cui questo libro è doloroso è il fatto che i componimenti, così potenti, siano passati abbastanza in sordina rispetto ad altre produzioni di ex prigionieri dei campi di concentramento.

Lo stesso lager femminile di Ravensbrück non è così noto tra gli storici, nonostante, anche qui, la crudeltà fosse la stessa degli altri campi di prigionia e, nonostante le prigioniere dimostrassero coraggiosamente la propria forza attraverso atti di vera e propria resistenza. Un motivo per il quale il lager di Ravensbrück non è così noto è perché solitamente qui erano mandate, oltre che donne ebree o di altre etnie non gradite, soprattutto donne ribelli, partigiane, resistenti. 

Si innescò, parafrasando Moretti, una retorica del “se ci sono finite, è perché un po’ se la sono cercata” “chissà cosa hanno fatto per essere rinchiuse”. Una logica che conosciamo molto bene, che viene spesso applicata nei confronti del genere femminile. 

Grazie a questa raccolta, quindi, possiamo conoscere alcune storie dimenticate di donne e poete straordinarie, le cui biografie – alla fine del libro – ci aiutano a dare un volto meglio definito dietro ad alcuni splendidi versi.  

Un altro motivo per il quale questo libro è doloroso è in qualche modo contenuto nella frase con cui si è voluto aprire questa recensione: la perdita della memoria. Ciò che rende ancora più straziante la lettura è l’impressione che il sacrificio, il male  fatto non sia servito a nessunə come lezione: tutto si sta ripetendo, ancora e ancora. 

Chissà la delusione di quelle donne, soprattutto le antifasciste, le Resistenti, che dopo aver lottato, essere state imprigionate, essere morte o aver rischiato la vita, vedono un mondo che sta ritornando sui medesimi errori.

Proprio loro che sognavano una Terra migliore, senza più ingiustizia:

«Ascolta, mamma, te lo dirò […]:
io e lui non potevamo sopportare
i libri bruciati
le persone umiliate
e le bombe lanciate contro i bambini di Spagna.
Così abbiamo sognato
fraternità […]
io e lui non potevamo sopportare
le prigioni e i campi, 
le persone torturate e fucilate
e i bambini stipati nei treni
Così abbiamo sognato.
Libertà» (2)

Grazie Enciclopedia delle donne!

A.A.V.V., Boschi cantate per me. Antologia poetica dal lager femminile di Ravensbrück, a cura di Anna Paola Moretti, Milano, Enciclopedia delle donne, 2024.

(1) M.Montuoro, Dimenticare, p.274 in Boschi cantate per me. Antologia poetica dal lager femminile di Ravensbrück, a cura di Anna Paola Moretti, Milano, Enciclopedia delle donne, 2024.

(2) G.Guillemot, A mia madre, p.161 in Boschi cantate per me. Antologia poetica dal lager femminile di Ravensbrück, a cura di Anna Paola Moretti, Milano, Enciclopedia delle donne, 2024.