Chi ha ucciso Laura Palmer?

LAURA PALMER SU FILOSOFEMME

«Fuoco cammina con me»: questa è una delle frasi più ricorrenti nella serie tv cult Twin Peaks.

Frutto dell’incontro geniale tra David Lynch e Mark Frost, questo serial vede il suo debutto sul piccolo schermo nel 1990, entrando ben presto nelle case e nei cuori dei telespettatori mondiali, sino a diventare un vero e proprio must non solo per gli amanti del cinema, ma anche per gli appassionati di arte e filosofia.


La morte prematura di Laura Palmer, studentessa modello e ben voluta da tutta la cittadina, ha scosso una generazione intera, portando tutti – telespettatori e personaggi fittizi – al tentativo di scoprirne l’assassino.


Ogni personaggio di questa piccola e tranquilla cittadina ha una propria storia, nessuno viene escluso dalla rete di fili rossi immaginari che legano le vicissitudini degli abitanti alla tragica morte di Laura.

Iconici e memorabili sono inoltre i personaggi portati in scena dal genio indiscusso di Lynch, a partire da Dale Cooper, agente speciale dell’FBI dalla grande passione per il Tibet, il caffè nero e la torta di ciliegia, le eterne conversazioni registrate con la misteriosa Diane, ma soprattutto noto per il suo fiuto infallibile e i suoi sogni rivelatori e mistici. C’è poi la Signora Ceppo, curiosa donna occhialuta che tiene tra le mani l’ultimo ricordo che la leghi al marito defunto durante un incendio: per l’appunto un ceppo, e il gigante e il nano, personaggi fantastici che meglio esprimono la non-logica della filosofia lynchiana e del suo modus operandi nonsense all’interno del cinema. 

Quello che maggiormente colpisce della mente e dell’arte di questo regista è la trasformazione del comune in assurdo: un caso di omicidio diventa il vaso di Pandora del male e del marcio insito in una cittadina in apparenza tranquilla e ordinaria, dove tutti si conoscono e dove la criminalità si limita a qualche furtarello giovanile.


Dietro a tutta questa facciata si cela invece il binomio ben più complesso tra Bene e Male, tra sogno e realtà personificati dalla stessa Laura Palmer e da BOB, spirito maligno che si impossessa di lei e di altri abitanti.


È proprio quest’ultimo, personaggio tra l’altro nato per caso durante l’episodio pilota, l’emblema della morte e del marciume di Twin Peaks, un’entità astratta che porta alla pazzia e alla perversione gli individui che vengono soggiogati dal suo potere. BOB è tra i boschi, nei sussurri dei gufi; nelle proprie dimore, entrando di soppiatto dalle finestre; ma soprattutto è nelle pagine del diario di Laura, scritto dalla figlia di Lynch, in una delle scene più belle ed emblematiche della letteratura, dove il dialogo tra il mostro e la ragazza permettono al lettore di scorgere il contrasto e la battaglia tra questi due personaggi

Laura Palmer rappresenta una giovane liceale dall’aspetto perfetto, reginetta della scuola, che si presta a opere di volontariato, figlia tenera e amica premurosa: ma tutto questo non fa che nascondere il velo oscuro all’interno dell’anima della ragazza. Le passioni e pulsioni, la droga e la prostituzione nate proprio dall’incontro con BOB e dalla quale Laura tenta di redimersi proprio rendendosi migliore agli occhi degli abitanti. 


Come in un’opera di Camus, Laura Palmer accetta l’insensatezza del suo destino, rifiuta il suicidio, ma si prende carico del fardello che la vita le reca ingiustamente tentando di renderlo migliore, accettabile.


In un’esistenza dove non esiste solo il bianco o il nero, dove il nostro Io è invece diviso in molteplici sfaccettature ci troviamo allora di fronte al continuo scontro tra i nostri differenti aspetti, tra scelte che possono definirci in una maniera o in un’altra: quanti destini possono formarsi da una sola persona?

La bellezza di un personaggio come questo sta proprio nella sua capacità di accettazione di sé, nonostante BOB le rinfacci la pochezza che ha rispetto ad uno spirito così misterioso e perverso e nonostante gli atti che commette alla notte non si addicano ad una ragazzina appena diciassettenne, Laura accetta sempre e comunque questa pena, continuando a migliorarsi nella speranza di diventare più forte, commettendo i suoi sbagli e rimediando ad altri: proprio come l’eroe Sisifo costretto a trascinare la sua pietra, vederla cadere a valle, ma comunque a recuperarla ancora e ancora, in un’incessante risalita verso la libertà. 

Il mistero della frase «Fuoco cammina con me» si svela tra le parole della stessa Laura alla sua amica Donna: 

Donna: «Se adesso tu finissi alla deriva dello spazio, pensi che ti fermeresti dopo un po’ o cadresti sempre più veloce?»
Laura: «Sempre più veloce, per qualche minuto non sentirei niente di niente, alla fine però prenderei fuoco e arderei in eterno e gli angeli non mi potrebbero aiutare, perduti anche loro in un grande vortice.»


Laura comprende solo allora la sua dannazione eterna a causa di BOB, così come quella del resto di Twin Peaks, definendo così la distruzione totale di quella precedente duplicità di cui vi parlavo.


Nessuno può salvarla, tantomeno se stessa, ma sebbene la sua anima bruci proprio per colpa di questo male, la ragazza vuole correre veloce, non vuole demordere, continua a sperare che il suo finale non sia la stessa continua risalita di Sisifo, ma che il suo cammino trovi una fine e che gli angeli l’assistano e la purifichino dai suoi peccati. Laura Palmer non è morta a causa di una mano estranea, ma di se stessa e di quella parte della psiche più inconscia e oscura alla quale decide di aderire e accettare.

Bibliografia

Jennifer Lynch, Il diario segreto di Laura Palmer, ( trad.it. di Roberta Rambelli), Milano, Mondadori, 2017.

Filmografia

David Lynch, Mark Frost, I segreti di Twin Peaks, Stati Uniti d’America, 1990.
David Lynch, Twin Peaks: Fuoco cammina con me, Stati Uniti d’America, 1992.

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Ilaria Luciano

Author: Ilaria Luciano

Si laurea in Filosofia con una tesi in Storia della Scienza e della Tecnica e poi in Filosofia del Diritto. Scrive di filosofia del linguaggio, diritto dell’individuo e delle donne.