Antisexus: la rimozione della sessualità

Antisexus

Di recente, mi è capitato di leggere Antisexus, uno scritto satirico del 1926 di Andrej Platonov

Si tratta di una brochure fittizia, che pubblicizza uno strumento «in grado di alleviare gli appetiti sessuali». Disponibile nel modello maschile e in quello femminile, per l’uso personale e collettivo, questo strumento è chiamato Antisexus.


È adatto a tutti e porta avanti la mission della fittizia azienda produttrice: «abolire la barbarie sessuale dell’umanità»  (1).

«La nostra azienda ha trasformato l’appetito sessuale, da crudo impulso elementare, a meccanismo nobilitante. Abbiamo dato al mondo un comportamento morale. Abbiamo rimosso il sesso dalle relazioni umane e aperto la strada alla pura e spirituale amicizia» (2).

Alle istruzioni sul funzionamento dell’Antisexus, segue, nella brochure, la testimonianza di alcuni Grandi Uomini della Storia: Hindenburg elogia i vantaggi di un simile dispositivo in guerra, per tenere alto il morale dei soldati; Ford sostiene che libererà i giovani dall’obbligo del matrimonio, permettendo così alle aziende di tenere bassi gli stipendi; Keynes lo ritiene più utile, in termini di risparmio, di qualsiasi riforma economica; Mussolini lo crede indispensabile «sia a casa che al fronte»

L’unico personaggio a sfavore dell’Antisexus è Chaplin, che difende l’intensità del «crudo rapporto sessuale». Dalle sue parole (3), però, traspare, sebbene in termini più esistenziali e grotteschi che materialistici, quanto anche gli altri immaginari recensori avevano rilevato: il sesso è problematico, è una forza dirompente da tenere sotto controllo. 


È una questione personale, ma anche politica. 


In Sleeper, di Woody Allen, fa la sua apparizione uno strumento simile, l’Orgasmatic, ideato dalla versione totalitaria, anno 2173, degli Stati Uniti. È una sorta di sarcofago bianco che consente di raggiungere l’orgasmo senza contatto fisico.

Scrive Alenka Zupančič, in Che cosa è il sesso?

«La sessualità è un problema perché implica l’Altro che, come tutti sanno, è assolutamente imprevedibile e inaffidabile (ha i suoi capricci, le sue indisposizioni) o semplicemente inaccessibile. Allo stesso tempo le nostre relazioni con gli altri sono complicate e piene di conflitti perché le aspettative e le richieste di tipo sessuale sono sempre nell’aria e rendono difficili le cose: il sesso si mette di traverso nelle buone relazioni sociali» (4).


L’Orgasmatic, così come l’Antisexus, promettono una sessualità senza intoppi.


Non sono strumenti di repressione: l’esito ultimo del sesso, il piacere, è mantenuto. Ciò che si elimina, però, è l’Alterità: il rapporto sessuale diventa non-rapporto, non-relazione

C’è da chiedersi se una sessualità a-problematica e a-relazionale sia qualcosa che, attraverso i mezzi tecnologici, effettivamente ricerchiamo: la società in cui viviamo non è certo totalitaria, ma fornisce dei dispositivi del piacere che permettono di non affrontare il nucleo problematico della sessualità: porno, sexnology, chat, app di dating.  

Il protagonista del film Don Jon, di Gordon-Lewitt, è un alter ego porno-dipendente di Don Giovanni. Non ha grande interesse nel sesso reale, al quale preferisce quello virtuale. Le sue relazioni vengono sabotate dalla sua dipendenza, cui si aggrappa perché, da essa, può farsi dominare e, in essa, sfugge alle logiche della performatività. Il confronto con l’Altro ha delle conseguenze, che Don Jon rifiuta fino a che non riesce a scrollarsi di dosso la sua apatica routine. 


È possibile che, allo stato attuale di cose, il sesso si stia trasformando in una questione di passività?





(1) A. Platonov, The Anti-Sexus, 1926. Testo completo: http://stasisjournal.net/index.php/journal/article/view/125.

(2) Ibidem.

(3) Ibidem.
«I’m for the actual closeness of people,for them breathing into each other’s mouths, for one pair of eyes gazing straight into another, for how you truly feel your own soul during the crude act of intercourse,and for enriching it at the expense of some other soulthat just happened along. This is why I’m against the Anti-Sexus. I’m for the living, suffering, laughable, stuck-in-a-rut human being who blows his stock of meagerlife-juice just to feel a moment of fraternity with another derivative being.”

(4) A. Zupančič, Che cosa è il sesso?, Ponte alle Grazie, Milano, 2018.

Martina Peruzza

Author: Martina Peruzza

Laureata triennale in Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi in Storia dell’Estetica e laureanda magistrale presso la stessa università. Scrive di quello che capita, ma la sua grande passione è la letteratura. (Non si prende tanto sul serio e spera un giorno di poter realizzare la sua più grande ambizione intellettuale: sceneggiare Un posto al sole.)