Genitori: amore e contraddizoni

Non sono genitore e non so se lo sarò mai.

La genitorialità è qualcosa di delicatissimo, almeno per me, nella mia testa impregnata di teorie psicoanalitiche – tra traumi infantili e complessi di Edipo o di Elettra – e con ricordi ancora abbastanza vividi di infanzia e adolescenza.

Non so la motivazione per cui ho scelto questa Giornata, forse perché ho avuto dei buoni genitori o forse perché ne ho perso uno.

A primo acchito mi è parsa “solo” una bellissima ricorrenza, ma poi mi sono ritrovata impantanata tra una lunga serie di riflessioni complesse (e qualche senso di colpa?).

Ho indagato un po’ sul suo significato e ho scoperto, ad esempio, che è nata per celebrare i genitori di tutto il mondo, perché si impegnano gratuitamente e si sacrificano per i propri figli.


È stata proclamata nel 2012 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in quanto si ritiene che l’ambiente familiare sia cruciale affinché un bambino cresca sereno.


È bastata qualche riga per condurre il mio pensiero, forse “deviato” da varie letture, ad Alice Miller, ai maltrattamenti sui bambini, alla pedagogia nera (si veda l’articolo di Elena in memoria di Paolo Perticari) e alla catena di violenza che tutto ciò può innescare. Allo stesso tempo, però, saltano alla mia memoria immagini dell’infanzia: il babbo finalmente a casa la domenica dopo una settimana di duro lavoro, la mamma che, col sorriso, mi viene a prendere dalla nonna dopo 8 ore in ufficio.

Se da una parte è vero che i genitori si sacrificano per noi, amandoci senza pretese, c’è anche la violenza fisica e psicologica di alcuni, tutto quello che ho studiato e che non posso dimenticare… ed ecco che, da subito, cado un circolo di contraddizioni.

Proseguendo le ricerche, mi ritornano l’entusiasmo iniziale e la positività, poiché l’ONU include, parlando di questa occasione (e a me sembra anche vivamente sottolineare) i genitori di ogni razza, religione, cultura e nazionalità. Da persona che vede l’integrazione e il rispetto come obiettivi da perseguire, mi ritrovo a riflettere sull’importanza di questo fatto, che ci accomuna tutti e ci dà un buon punto di partenza per un futuro condiviso .

Allo stesso tempo, non posso ignorare ciò che ho studiato. Passo anche stavolta “al lato oscuro”, fermandomi a riflettere sulle spose bambine, sui matrimoni combinati, sugli infanticidi, ritornando nuovamente in quella contraddizione e ricadendo nella negatività.

Decido di continuare ad approfondire il significato di questa Giornata, sorprendendomi ancora “positivamente”.


L’ONU, infatti, sottolinea l’importanza dei diritti di genitori e bambini.


Per quanto riguarda questi ultimi, si fa riferimento alla molto nota Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e spesso utilizzata come baluardo per la difesa dei più piccoli. Forse meno famoso – che vengo a scoprire per questo articolo – è che il testo della Convenzione sottolinea anche che i bambini hanno la responsabilità di rispettare gli altri, soprattutto i propri genitori.

Questa volta la mia mente si rivolge a tutti quegli adolescenti ribelli, che fanno cose orribili, spesso in contrasto con gli insegnamenti dati dalla famiglia. Ecco che le mie conoscenze ritornano: avranno essi subìto traumi “nascosti”, soprusi velati, che hanno innescato strani e malati meccanismi? Oppure sarà vero che ci sono influenze genetiche o disfunzioni cerebrali? Tra neuroscienze e psicologia, mi ritrovo di nuovo a cadere in quel circolo “vizioso” di poco fa.

Non mi fermo, però, e continuo a leggere le parole dell’ONU, che fa esplicito riferimento ai “ruoli” e alle responsabilità di “padri” e “madri” sostenendo l’importanza di entrambi. In particolare per quanto riguarda le ultime le Nazioni Uniti sembrano spendere qualche parola in più, facendo ad esempio un richiamo al peso dell’istruzione di donne e ragazze, che ha un’enorme risonanza sulla famiglia e sul bambino stesso. Ulteriori rimandi sono alla violenza sulle donne e alla parità di genere, considerata fondamentale per bambini più felici e per creare società migliori.


In un certo modo le Nazioni Unite stesse, parlando di questi temi, problematizzano la Giornata e la famiglia.


Insomma, proprio come me sembrano rendersi conto che non è tutto facile e idilliaco. Lo stesso riferimento al concetto di “ruolo” salta all’occhio, per la sua criticità intrinseca, soprattutto oggi alla luce delle famiglie arcobaleno, dei genitori single e di tutto ciò che queste realtà portano con sé.

Non sorprenderà, dunque, che approfondendo la nascita e il significato di questa ricorrenza, si finisca con l’imbattersi in siti “pro-vita”, che difendono la “famiglia tradizionale”.

Chi scrive, a questo punto, ricade ancora nella negatività e finisce con il “prendersela” con l’ONU – che parla di “ruoli” in questa maniera – e con tutti coloro che estrapolano informazioni, utilizzandole a proprio piacimento e a favore di qualcosa di non sempre buono.

Come avrete capito, la Giornata mondiale dei genitori solleva tanti temi di vastissima portata e di varia natura, che toccano problematiche morali, sociali, ma anche personali…perché siamo tutti figli di qualcuno.


C’è, però, una cosa che tutti possiamo riscontrare: nessuno è perfetto e perfettamente sano.


La “colpa” può essere spesso dei genitori che, consapevolmente o no, influenzano le nostre vite e la nostra mentalità. Le modalità sono complesse, le problematiche contorte e si ricade, proprio come ho fatto io per questo articolo, in tanti cortocircuiti.

La genitorialità è qualcosa di delicato. Si dice che “non si nasce imparati” e forse è proprio questa la chiave: i nostri genitori sono imperfetti. Spesso sono “mamme” o “papà” per la prima volta; oppure se non è così, vivono il “nuovo” figlio in un momento differente della loro vita, con esperienze ed età diverse. Insomma, essi crescono insieme a noi.

Per i genitori, così come per i figli, influiscono gli incontri, le malattie e tutto ciò che li circonda; d’altronde l’essere umano è in continua mutazione, è un complesso fatto di complessi.

Chi vuole, allora, oggi può cercare di passare avanti agli errori dei propri genitori, guardandoli in quegli occhi spesso così simili ai nostri e celebrando con loro questa Giornata che, nonostante tutti i cortocircuiti in cui mi ha condotto, continuo a ritenere una ricorrenza “bellissima”.

Fonti:

Freud S., Introduzione allo studio della psicoanalisi, Roma, Astrolabio Ubaldini, 1948.
Miller A., La persecuzione del bambino. Le radici della violenza, Torino, Bollati Boringhieri, 2008.
https://www.unric.org/it/attualita/32394-giornata-mondiale-dei-genitori-1-giugno

Gloria Albonetti

Author: Gloria Albonetti

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