Doctor Who: Dottore chi?

Molti sicuramente conoscono la famosa serie TV Doctor Who andata in onda per la prima volta nel 1963 sulla BBC (1). Una serie che ha rappresentato per intere generazioni un culto, un appuntamento a cui non poter mancare, un amico su cui poter sempre contare e con cui viaggiare sulle ali della fantasia.


Ma chi è questo Dottore?


Per comprendere in parte questo interrogativo è necessario sapere almeno che egli è un alieno, esponente della razza dei Signori del Tempo, che viaggia col suo Tardis nel tempo e nello spazio per salvare mondi, civiltà e l’universo intero. Questo salvatore è splendidamente versatile, così volenteroso di circondarsi di persone speciali che quasi fa dimenticare la sua dimensione infinita e incontenibile. 

Nasce in un momento di grandi cambiamenti, in particolare con l’avvento dei viaggi spaziali: le più grandi potenze del mondo fanno a gara per conquistare lo “spazio”, questo mondo fuori dalla portata di una carezza, ma allo stesso tempo così vicino da poterlo assaporare nella sua immensità. Il Dottore rappresenta questa volontà di esplorare l’universo, almeno riuscirci con la fantasia; è il simbolo di esseri umani pronti a volare nel Tardis pur di lasciare alle spalle un mondo che aveva conosciuto la guerra e che avrebbe continuato a farlo.

Oggi siamo abituati a un Dottore che si è evoluto, che vuole difendere la Terra e che viaggia non perché scontento del luogo in cui si trova, ma per rendere tutti i mondi dell’universo la casa di ogni civiltà esistente. Questo Dottore, per certi aspetti, ci sta mettendo in guardia sui danni che abbiamo provocato e che continuiamo a procurare al nostro pianeta: i suoi viaggi rappresentano la nostra volontà di cambiare per migliorare e soprattutto la capacità di dire no al negativo. 


Dagli anni Sessanta è sempre affascinante vedere i suoi continui cambiamenti, le sue rigenerazioni: trasformazioni che mostrano lati nuovi del Dottore che, come un essere umano, mostra le sue infinite sfaccettature.


Questi cambiamenti non sono assolutamente facili per lui, si sente perso, confuso, incapace di ritrovare se stesso.  Come ognuno di noi quando compie il difficile viaggio nella conoscenza di sé: riteniamo di aver dimenticato chi siamo stati e chi siamo, quasi come sonnambuli che camminano nell’oscurità alla ricerca della luce. Ma alla fine il Dottore, come noi, comprende e riconosce nel cambiamento la forza della crescita personale: trasformarsi non è una distruzione di chi siamo, ma la creazione di chi veramente vogliamo essere. Tutto ciò è possibile grazie alla forza che lui ritrova negli altri e noi in chi amiamo, ognuno di loro aggiunge alla strada della nostra crescita tasselli fondamentali e speciali. 

Soprattutto è interessante vedere come tutti i suoi compagni di viaggio lo ritengano parte della loro vita, qualcuno di cui non poter fare a meno perché dà un senso a quella strada che si era intrapresa, qualcuno che lotta per loro, e loro per lui sono tutto: una famiglia, l’amore, la vita, la speranza di un mondo migliore, la volontà di lottare contro i Dalek (2) per salvare l’universo. Negli episodi il Dottore è quasi la mano che accompagna e non il vero protagonista, lasciando ai suoi compagni il ruolo di eroi perché, probabilmente, sa che il mondo sarebbe stato salvato da donne e uomini di volontà e non da un alieno Signore del Tempo.


Quindi i Dalek cosa sono in tutto questo caos?


Essi sono distruttori di pianeti, i cattivi venuti da lontano per eliminare tutte le forme di vita, coloro che tolgono la libertà per ridurre in schiavitù. Forse i Dalek sono in mezzo a noi, anzi probabilmente siamo proprio noi: coloro che dettano le regole e che stanno piano piano uccidendo la Terra per un potere che va ben oltre la vita e il valore che essa ha, un potere che risiede nella distruzione. Il nostro è un mondo di Dalek pronti a eliminare chiunque si ponga sulla loro strada, pronti a togliere la ragione e la libertà a tutti per aumentare il loro potere. 

Proprio il rapporto che si instaura tra il Dottore e i suoi nemici più potenti potrebbe stare alla base di una riflessione più ampia di come in realtà ciò che si cerca di combattere spesso non sia altro che una parte consistente di sé o del proprio passato.

Coloro che ancora credono nella volontà di cambiare sono figli degli stessi concetti che animano e hanno animato in passato il personaggio del Dottore e dei suoi compagni di viaggio, impegnandosi per dare una possibilità alle future generazioni di una casa sana, reale e rispettosa delle diversità, anche se aliene.


(1) http://www.bbc.co.uk/doctorwho/classic/episodeguide/unearthlychild/detail.shtml
(2) https://www.bbc.co.uk/programmes/profiles/5MWZlD6W83HX07sDNn8ttkp/the-daleks

Marta Ranieri

Author: Marta Ranieri

Laureata in Filosofia a Bologna con una tesi sul supporto alle donne nel post aborto volontario e nel post fecondazione medicalmente assistita. Oggi si sta specializzando in Scienze Filosofiche presso l’Università di Bologna. Subito dopo la laurea triennale ha conseguito il diploma di Consulente Filosofico presso la Scuola Parresia di Bologna. Sostenitrice della tutela degli animali e dei diritti individuali.