Perché il femminismo serve anche agli uomini

La narrazione mainstream che circonda il femminismo nelle sue molteplici forme è spesso caratterizzata dall’uso della locuzione “guerra tra i sessi”, un modo di dire che richiama un immaginario campo di battaglia in cui uomini e donne si fronteggiano come due eserciti, in una lotta all’ultimo sangue per la supremazia sull’altro sesso.

Chi si occupa quotidianamente di femminismo è consapevole di quanto quest’immagine sia fuorviante e controproducente, ma ripeterlo sembra essere sempre più necessario, soprattutto in un panorama come quello italiano, dove troppo spesso il dibattito pubblico è ancora avvelenato da pregiudizi e ignoranza più o meno colpevoli (1).


Per fortuna c’è chi, come Lorenzo Gasparrini, ha ben presente il problema e si adopera quotidianamente per provare a risolverlo. Il suo volume in uscita oggi per Eris edizioni ha un titolo che non lascia spazio a dubbi: Perché il femminismo serve anche agli uomini.


Si noti che non è in forma interrogativa, perché che il femminismo possa servire anche agli uomini non è una domanda o qualcosa di cui dubitare, è un dato di fatto. Si tratta invece di capire il perché e di dare qualche indicazione agli uomini che vogliono incamminarsi lungo questa strada, proprio nell’ottica di liberarsi degli stereotipi e dei pregiudizi che li ostacolano. 

Chi già conosce i precedenti saggi di Gasparrini (2) sa che uno dei fili conduttori del suo attivismo è proprio mettere in luce che il femminismo è un insieme di pratiche di vita e critiche della società che non solo non è nemico degli uomini, ma potrebbe al contrario diventare un potente strumento di liberazione anche per loro. Non si tratta infatti di combattere la già citata “guerra tra i sessi”, ma di collaborare per distruggere il patriarcato, un sistema che, sebbene ponga gli uomini (3) in posizione di potere e privilegio rispetto a tutti gli altri gruppi sociali, è comunque oppressivo e limitante anche nei confronti degli uomini stessi, perché li imprigiona nella rigidità del binarismo di genere, fissando un unico modo legittimo di essere uomo a cui tutti devono ascriversi. 


La tesi di Gasparrini consiste nel superamento necessario dei pregiudizi nei confronti del femminismo, perché è proprio questa tradizione di pensiero e pratiche che ha già elaborato un’articolata critica al patriarcato e può far scuola in termini di strategie per resistergli e combatterlo.


Non si vede perciò perché gli uomini non dovrebbero potervi attingere, a parte per i pregiudizi e le falsità che ancora predicano che il femminismo è qualcosa che riguarda solo le donne e che è uno strumento di quella battaglia tra i sessi che in realtà non è altro che una narrazione costruita dal patriarcato per applicare il principio divide et impera

Nel saggio in uscita oggi, Gasparrini propone anche una lista di azioni mutuate dalla tradizione femminista che possono rappresentare un punto di partenza per ogni uomo che vuole intraprendere questo percorso di libertà. Questo aspetto è fondamentale per non dimenticare mai che il femminismo non è una medaglia da portare in bella mostra sul petto, ma è una forma di vita che si rinnova nei gesti quotidiani e nei nostri modi di interagire con il prossimo. 


Il femminismo è un pratica di libertà, e chi vuole essere libero dovrebbe essere femminista.




Grazie Eris Edizioni!

Lorenzo Gasparrini, Perché il femminismo serve anche agli uomini, Eris edizioni, Torino, 2020, pp. 64.




(1) Ricordiamo che un’educazione sistematica non solo ai femminismi ma più in generale alle questioni legate alla prospettiva di genere ed alla sessualità è quasi totalmente assente dalle direttive del Ministero dell’Istruzione e, di conseguenza, da testi e programmi scolastici. Si lascia al coraggio ed alla sensibilità di singoli istituti e docenti la patata bollente di parlare di temi che vengono continuamente strumentalizzati dal dibattito pubblico distorcendone la percezione nella popolazione, vedasi le celebri fake news sull’inesistente “ideologia gender”.

(2) Si vedano:
L. Gasparrini, Diventare uomini. Relazioni maschili senza oppressioni, Settenove, Cagli, 2016, pp. 160.

Lorenzo Gasparrini, Non sono sessista, ma…, Edizioni Tlon, Roma, 2019, pp. 198. 

Lorenzo Gasparrini, No, Effequ, Firenze, 2019, pp. 153. 

(3) In particolare gli uomini bianchi etero cisgender.

Cecilia Bucci

Author: Cecilia Bucci

Laureata in Scienze Filosofiche presso l’Università di Ferrara con una tesi sulla Teoria istituzionale dell’Arte di George Dickie, si occupa di attivismo femminista ed LGBTQ+. È insegnante di Storia e Filosofia alla Smiling International School di Ferrara.