Figli dell’indifferenza: Brasile vs. Bolsonaro

L’America sta indubbiamente vivendo quello che la regina Elisabetta II a suo tempo chiamò annus horribilis, ossia il peggior momento della propria storia.


Dalle proteste del movimento Black Lives Matter negli Stati Uniti alla crisi Covid-19, il nuovo continente sembra trovarsi in ginocchio, tra popolazioni sempre più in subbuglio e presidenti incapaci di ascoltare le voci di queste ultime. 

L’America del sud, in particolar modo il Brasile, sta soffrendo maggiormente rispetto agli Stati del nord in quanto incapace di contrastare l’epidemia e di portare miglioramenti all’interno del sistema sanitario, già di per sé abbastanza precario.


Ad oggi sono circa 2,7 milioni i contagiati da coronavirus entro il territorio brasiliano, contando addirittura circa 95.000 decessi, di giorno in giorno sempre più numerosi, e raggiungendo i primi posti tra i paesi più colpiti (1).


Molteplici sono i fattori che gli hanno fatto guadagnare questo triste primato: le sue dimensioni geografiche e demografiche; il tessuto urbano delle grandi metropoli – si pensi alle sue immense favelas – dove l’assembramento è inevitabile e le condizioni igienico sanitarie precarie; le lacune del sistema di salute pubblica e infine le forti e lampanti diseguaglianze sociali.


La situazione è addirittura peggiore  se si pensa che alla guida del paese vi è un presidente negazionista come Jair Bolsonaro. 


Un nome, il suo, che certamente non vi sarà mancato di sentire: Jair Messias Bolsonaro vinse le elezioni in Brasile del 2018, sbaragliando ogni concorrenza e divenendo successivamente leader del Partito social liberal (PSL), dall’orientamento prettamente nazionalista e conservatore (2).

Bolsonaro si presenta come un personaggio alquanto controverso, sia per le sue prese di posizione rigide, sia per la sua ben documentata incapacità di indossare la mascherina in pubblico, arrivando a risultare egli stesso positivo al coronavirus.


Eppure, nonostante questo esito, il presidente brasiliano continua imperterrito a minimizzare la reale portata dell’epidemia, sfoggiando un frasario preoccupante e insensibile alle vittime globali di questi lunghi mesi.


Allarmistica è la visione da parte del teologo Frei Betto nella sua lettera: 

«Questo genocidio è figlio dell’indifferenza del governo Bolsonaro. Si tratta di un genocidio intenzionale. Bolsonaro si compiace dell’altrui morte.»

«Intervistato all’ingresso del Palazzo presidenziale, se non gli importava di tutte le vittime della pandemia, Bolsonaro ha risposto: “Non credo a questi numeri “(7 marzo, 92 morti); “Tutti moriremo un giorno” (29 marzo, 136 morti); “E cosa posso farci?” (28 aprile, 5071 morti).» (3)

In un reportage divulgato da Huffingtonpost (4) viene documentata in maniera precisa e angosciante la situazione brasiliana: gli aiuti da parte dello Stato sono insufficienti, specialmente per quel che concerne gli abitanti delle favelas, i quali sono costretti in casa e incapaci di lavorare, guadagnando di conseguenza assolutamente nulla.


Se da una parte abbiamo uno stato quasi totalmente assente, dall’altro lato c’è il salvifico aiuto di coloro che ancora riescono a lavorare e che dispensano un po’ dei loro soldi e scorte alimentari all’interno delle bidonville


Tuttavia, il 30% dei brasiliani rimane ancora a favore della politica di Bolsonaro, e anche se i media vogliono sottolinearne un calo di sostenitori, questa percentuale rimane ugualmente rilevante e preoccupante: il popolo sembra continuare ad approvare il focus dettato dal presidente sull’economia del Paese, e non tanto sulla decimazione di vite nel suolo circostante. 

A fronte delle numerose vittime stroncate dal virus, del mancato lockdown e della trasmissione di informazioni errate, viene quasi immediato chiedersi perché non denunciare il presidente di crimini contro l’umanità.


Questa domanda non può che avere una risposta negativa. 


Nonostante tutto il Brasile ha cercato di ribellarsi a tale indifferenza governativa. L’ Associazione brasiliana dei giuristi per la democrazia (Associação brasileira de juristas pela democracia, ABJD) (5) ha aperto il 3 aprile di quest’anno un’istanza contro Bolsonaro ai sensi dell’art. 53 dello Statuto di Roma, vale a dire circa l’indagine e l’esercizio dell’azione penale.

Il Presidente ha più volte partecipato a manifestazioni, spesso e volentieri senza la mascherina, aumentando il rischio di epidemia, specie in quanto sottoposto a quarantena post-contatto con persone positive. 

Ad ogni modo, la noncuranza e indifferenza da parte del premier non sono sufficienti a mandare avanti un’accusa tanto forte, soprattutto in virtù del fatto che l’epidemia è un evento prettamente naturale e non ideato da Bolsonaro stesso.


Il problema probabilmente sta a monte, ossia nelle scelte dei brasiliani per quel che riguarda il loro primo uomo, l’esponente delle loro voci e problematiche.


Sarebbe indubbiamente utopistico parlare di un presidente del tutto retto e devoto alle richieste del suo popolo, ma è proprio dinanzi a difficoltà come la pandemia in atto, che mostra la vera stoffa di un leader, di un capo in grado di saper intraprendere scelte coraggiose in vista di un fine più grande: il benessere comune, specie degli ultimi, i veri e soliti sconfitti nel campo di battaglia della società moderna.

Il compito di un buon presidente è quello di curare il proprio popolo, ascoltarlo e sancire leggi che siano giuste: un governo dunque, come sosteneva Aristotele, che non si fondi su fini personali e corrotti. 

Sitografia: 

(1) https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/situation-reports/20200806-covid-19-sitrep-199.pdf?sfvrsn=6b9d262d_2 

(2) https://www.lifegate.it/jair-bolsonaro-brasile-chi-e 

(3) https://ilmanifesto.it/brasile-la-politica-necrofila-di-bolsonaro-sta-compiendo-un-genocidio/

(4) https://www.huffingtonpost.it/entry/covid-19-in-brasile-tra-chi-dispera-e-chi-minimizza-il-reportage-di-artetv-video_it_5eeb5f82c5b6ee216cb25a3f

(5) https://www.iusinitinere.it/la-mancata-risposta-di-bolsonaro-al-covid-19-un-crimine-contro-lumanita-27011

Foto di copertina: https://www.askanews.it/esteri/2020/07/25/bolsonaro-annuncia-negativo-a-un-nuovo-test-per-il-covid-top10_20200725_143914/

Ilaria Luciano

Author: Ilaria Luciano

Si laurea in Filosofia con una tesi in Storia della Scienza e della Tecnica e poi in Filosofia del Diritto. Scrive di filosofia del linguaggio, diritto dell’individuo e delle donne.