Un supereroe dal berretto rosso

Secondo alcuni studi condotti da AIRTUM (1), da UICC (2), da EPIPREV (3) e da ONCOREUM (4), in Italia e soprattutto nella parte centro-meridionale, i bambini che si ammalano o che nascono con un tumore sono in numero nettamente superiore rispetto al resto d’Europa.


La domanda appropriata è: perché?


Le risposte possono essere tante, ma nessuna è del tutto certa, poiché i fattori che provocano il cancro non sono ancora stati identificati con precisione: potrebbero essere modifiche del genoma, i cambiamenti climatici, le componenti chimiche nell’aria e nel sottosuolo.

Per esempio, EPIPREV ha pubblicato alcuni risultati che ricercano le cause nei cosiddetti cluster, cioè fattori come età, zona geografica, ecc. che mettono in relazione soggetti con il cancro, ricercando quindi qualcosa di comune tra loro.

ONCOREUM, invece, è uno studio sui dati raccolti da medici di tutta Italia per stilare un protocollo di riconoscimento dei tumori infantili, utile ai medici pediatrici per distinguere tra problemi reumatologici e tumori, quindi recepire i possibili campanelli d’allarme.

Conseguentemente, possono operare una diagnostica rapida, soprattutto perché non ci sono per i pazienti più giovani, come affermano alcuni medici di Milano e di Lecce, canoni di cura esatti: in alcuni casi si tenta con dosaggi simili a quelli degli adulti.  


Quest’ultimo studio è stato approfondito e finanziato da un’associazione: la ALR – associazione di volontariato Lorenzo Risolo.


Essa nasce nel nome di un bambino, Lorenzo, che indossava sempre un berretto rosso Ferrari; un “supereroe” che non si è fronteggiato con i cattivi che volevano distruggere il mondo, ma con quello che tentava – purtroppo riuscendo – di distruggere lui: il cancro.

Sapeva che se la malattia aveva vinto questa battaglia, non avrebbe vinto la guerra. Perché ciò possa accadere, la ricerca sta proseguendo nel tentativo di far sì che nessun altro berretto rosso sia necessario per supplire alla perdita dei capelli.


Che cosa si può fare nel frattempo?


Il volontariato sicuramente viene in soccorso a questa domanda. Spesso i non addetti ai lavori dell’ambito medico si sentono impotenti, ma il loro operare garantisce ai piccoli pazienti un salto in attimi lontani dalla malattia, come suggerito dall’associazione Lorenzo Risolo.

In questo modo, la ALR da cinque anni svolge non solo un lavoro di supporto nella ricerca alla diagnostica, ma anche di umanizzazione delle cure e dei luoghi di ricovero per far pesare meno ai bambini l’ambiente ospedaliero; di realizzazione di momenti di svago presso il museo Ferrari e Ducati – simboli di due grandi passioni di Lorenzo – e presso fattorie didattiche con pet therapy; di incontri con gli idoli dei piccoli.

Come infatti una volta ha detto Lorenzo: «Spesso è più dolorosa la risoluzione al problema anziché il problema stesso. Ma se non affronti il problema rischierai di farlo diventare così grande da non avere più una risoluzione».

È sbagliato rimanere in silenzio davanti a tutto questo e Lorenzo lo sapeva, non ha mai smesso di lottare: neanche noi dobbiamo farlo. Fare volontariato ed essere dei volontari significa diventare dei fari di luce che regalano gioia, speranza, umanità e abbattere la paura che si cela dietro all’indifferenza.

In questo modo, possiamo farci portatori della stessa energia che Lorenzo trovava nella musica rock, in grado di farlo reagire e sorridere nei momenti più avversi della sua malattia.

Non tutti i bambini che si trovano nella sua stessa condizione sono in grado di sorridere sempre, di reagire con forza: spetta a noi stare al loro fianco – e iniziative come quella promossa da ALR permettono di farlo.


(1) AIRTUM-Associazione Italiana Registro Tumori, 6/05/2019,
(2) Union for International Cancer Control, 6/05/2019,
(3) EPIPREV-Epidemiologia & Prevenzione-Rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, 6/05/2019,
(4) ALR-Associazione di volontariato Lorenzo Risolo, 6/05/2019,