Vegan, non #fit

Avete mai cercato su google “dieta vegana”?
Se non avete mai provato, ecco i risultati – in forma di titoloni sensazionalistici – che vi appaiono:

•  Dieta vegana, si può provare per disintossicarsi?
•  “Sono diventata vegana per essere più magra”: la storia di *** **** su ***.com fa riflettere
•  Più magri con la dieta vegana
•  “No grazie, sono vegana”. Quando dietro questa risposta si nasconde qualcos’altro
•  Dieta vegana addio: alcune donne mangiano solo carne. E sono magre e attraenti


Perché ho fatto questa premessa? 


Perché vorrei chiarire una questione fondamentale per poter proseguire. Accettiamo il fatto che ci siano persone che escludono determinati alimenti per questioni di linea, accettiamo anche il fatto che queste persone si definiscano vegetariane e vegane pur non condividendo alcun moto di compassione verso gli animali. 

Ecco, la differenza che vorrei sottolineare è che quando si parla di veganismo, si parla di un movimento etico, di una corrente di pensiero, di uno stile di vita, di un sentimento di empatia e rispetto; quando si parla invece di dieta vegana sarebbe opportuno che tale definizione fosse limitata a chi si astiene dal mangiare prodotti derivati dagli animali perché pensano di poter dimagrire più velocemente.

La realtà è differente dalle aspettative però: se volessimo creare un unico calderone di cibo a base non animale e chiamarlo “prodotti vegani”  ci renderemmo conto che, senza entrare in una questione di alimentazione bilanciata, crudisti, fruttariani eccetera, non sono prodotti #detox e #fit.

L’apporto nutrizionale degli alimenti che consumiamo è CHIARAMENTE diverso, poiché diverse sono le fonti da cui ognuno e ognuna di noi trae i propri nutrimenti e soprattutto personali sono le scelte del cosa-infilarsi-sotto-ai-denti.


Ma allora perché alcune persone scelgono la dieta vegana pensando di dimagrire?


Frutta e verdura sono considerati nella nostra società gli alimenti perfetti (con strane riserve e imposizioni come restrizioni di consumo in base agli orari). Ricchi di vitamine, Sali minerali, acqua, sono leggeri e saziano molto allo stesso tempo. Li puoi cuocere, mangiare crudi, sono pratici e veloci.

Pertanto, se scegli una dieta vegana dovrai essere per forza in forma e snellissima/o, come viene richiesto dall’idea comune. 

Semplicemente perché si fatica a pensare che anche un piatto di pasta al pomodoro o quella bruschetta con i funghi che hai mangiato l’altra sera siano di fatto vegane.

Chiara, di cui avete letto l’intervista di apertura a questa rubrica qui, ci raccontava appunto che a causa del suo peso si è ritrovata a dover convincere le persone di essere vegana. Questo la dice lunga sulle aspettative che la società ha imposto al veganismo, banalizzandolo e non solo inglobandolo nella diet culture ma di fatto riducendolo a un ultimo tentativo disperato di dimagrire quando non si sa più che pesci pigliare.

Questo punto, vorrei sottolinearlo, è talmente intrinseco nella mentalità di alcune persone che in un mio precedente incarico, venne deciso di affidare a me un lavoro in cui dovevo scrivere testi per il sito web di un macellaio e selezionare le foto dei bovini e dei capi scuoiati appesi nel negozio. Tra qualche risatina e il mio mal di stomaco.


Quindi è solo un problema di chi non è vegan?


No. All’interno di quel magico mondo che è il web troviamo le faide tra persone vegane e provocatori decisamente non vegani in cui assistiamo spesso a vere e proprie guerre tra una “fazione” e l’altra, dove a commenti sessisti si risponde sempre con commenti fat-fobici legati al consumo di cibo da fast food e carne.

Oppure, l’utilizzo e la passione smodata per la triade di hashtag #healthy #clean #vegan, unitamente a veri e propri profili social che esaltano il dimagrimento dopo aver intrapreso una (N.B.) dieta vegana costituisce già l’incasellamento di tutto il mondo di chi sceglie una strada per etica e chi per dimagrire sotto l’etichetta “vegan”, come se fosse un bel minestrone.


Scegliere il veganismo come stile di vita non è una moda, non è una dieta, non è un qualcosa da deridere e non è nemmeno qualcosa di divertente. 


Le persone che scelgono di escludere determinate azioni dalla propria vita per motivi etici non hanno voglia di sentire commenti sul proprio corpo e non dovrebbero aver voglia nemmeno di commentare il corpo altrui, perché se di rispetto per tutti gli esseri senzienti si parla, così deve essere.

Per tutte e tutti.


SITOGRAFIA

https://wearyourvoicemag.com/culture/veganism-body-negative-askfat-vegan
https://medium.com/@marla_rose/vegan-fat-shaming-not-kind-not-helpful-not-okay-7636854110d9
https://www.bossy.it/body-positivity-salute.html

Lisa Pareschi

Author: Lisa Pareschi

Fondatrice di Filosofemme, si laurea all’Università di Bologna in Filosofia con una tesi in Bioetica e poi in Scienze Filosofiche con una tesi in Filosofia del Diritto. Scrive di diritto animale e di medicina; collabora con Luciana Tufani Editrice e scrive per Leggere Donna.