Il male radicale

Genocidio, olocausto e terrore totalitario

Ágnes Heller non c’è più, ma di sicuro ci sono tantissime persone che si impegnano a non far scomparire mai il suo insegnamento, il suo pensiero, la sua storia.


Così, in questo testo edito da Castelvecchi, vengono raccolti e tradotti quattro suoi saggi (1) sulla malvagità umana.


Una cosa che certamente colpisce nella lettura è la potenza e il trasporto con cui Heller perseguitata dai nazistici parla del male, di come forse si può analizzare avendolo visto così tanto da vicino.

Ci sono diversi tipi di mali, differenti cause del male e diverse soluzioni alle quali a volte non è possibile porre rimedio.

Entrando subito in conflitto con Arendt, il male qui non è radicale nel pensiero della filosofa ungherese e non potrà mai esserlo per la sua natura non solo anti-divina (quindi coinvolgendo anche forze “superiori”) bensì anche per il suo carattere temporale.


Ma se ci dovessimo ritrovare oggi, ora, in questo momento, nella situazione post bellica come hanno vissuto sia Arendt che Heller, come potremmo decidere di agire nei confronti di un male radicale che è uscito da una guerra sconfitto e ha provocato milioni di morti intorno a sé?


Se alla fine della Seconda Guerra Mondiale ci si è trovati spiazzati dalla novità di dover creare nuovi leggi e nell’imbarazzo di doverle rendere anche retroattive, come ci comporteremmo ora che abbiamo tutti gli strumenti per agire con esempi recentissimi? Dovremmo perdonare o forse agire… a pensarci bene Heller sosteneva che qualcuno portasse anche idee intermediarie, come quella della censura morale al di sopra della sempre estremamente pericolosa punizione.

«Il terrore è moderno tanto quanto il totalitarismo» (2) e questo non va dimenticato, perché ogni strumento di cui oggi facciamo esperienza nella nostra quotidianità può essere strumento della stessa quotidianità del Male.

Dunque che fare? Iniziamo intanto ad accogliere e fare nostro il pensiero di Ágnes:

«Come si possono scongiurare simili mali? […] Sforzandosi arginare tutti i tipi di antisemitismo e di razzismo, difendendo la democrazia liberale, mettendo in pratica i diritti del cittadino, i diritti umani […]». (3)





Grazie a Castelvecchi!

Ágnes Heller, Il male radicale. Genocidio, olocausto e terrore totalitario, Castelvecchi, Roma, 2019.




(1) I saggi sono On Evils, Evil, Radical Evil and the Demonic (trad. ita: R. Fortuni; The Limits to Natural Law and the Paradox of Evil (trad. ita: S. Lauzi); Radical Evil in Modernity (trad. ita: M. Chiarappa): On Genocide, Totalitarian Terror and the Holocaust; Is the Representation of Holocaust Possible? (trad. ita: M. Chiarappa).
(2) p. 71.
(3) p. 88.

Lisa Pareschi

Author: Lisa Pareschi

Fondatrice di Filosofemme, si laurea all’Università di Bologna in Filosofia con una tesi in Bioetica e poi in Scienze Filosofiche con una tesi in Filosofia del Diritto. Scrive di diritto animale e di medicina; collabora con Luciana Tufani Editrice e scrive per Leggere Donna.