Filosofia dei mezzi. Per una nuova politica dei corpi

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«Il mio intento è quello di provare a mettere a fuoco, nella trama della riflessione filosofica, un concetto apparentemente marginale, in realtà subordinato […] Mi chiederò quale ruolo svolgano i mezzi nel discorso filosofico. L’ipotesi è che tale concetto rinvii al problema e al campo dell’esperienza che si origina dalla relazione con il corpo, dalla sessualizzazione del mondo, come processo complesso e mai definitivo, come ambito di un predominio perpetrato e sostanzialmente rimosso. In gioco è il luogo di insorgenza di differenze anatomiche e sociali, di razza e di classe, di sesso e di genere, che il concetto in questione nasconde all’interno di un discorso fondamentalmente teso a oscurare i corpi» (1) 

Con queste parole inizia una delle prime pagine dell’ultimo libro di Elettra Stimilli, Filosofia dei mezzi. Per una nuova politica dei corpi, edito da Neri Pozza. Professoressa associata di Filosofia Teoretica presso l’Università Sapienza di Roma, autrice di svariati saggi circa il rapporto tra religione e politica, Stimilli ci invita a percorrere le trame che legano insieme mezzi e corpi.

Da sempre considerati subordinati e connessi alla ragione e ai fini da questa scelti, i mezzi vengono subito indagati tramite una ricostruzione genealogica della loro connessione al corpo (tanto ignorata quanto presente) chiamando in causa autori come Aristotele, Weber, Heidegger, Arendt, Kant, Marx, Spinoza, Butler, Haraway e Benjamin.

Ma perché occuparsi dei mezzi?

Perché, secondo l’autrice, questi

«sono espressione delle condizioni materiali della vita sensibile, delle esigenze dei corpi, che faticano a trovare spazio in tale elaborazione. La ricostruzione genealogica della loro provenienza all’interno del discorso filosofico ci ha permesso di insinuarci tra le piaghe della narrazione dominante, apparentemente neutra, in realtà manifestazione di una determinata forma di potere, il potere della visione maschile, bianca e occidentale del mondo» (2)

Un’analisi che serve a Stimilli per scardinare un monopolio, tutto maschile e occidentale, del concetto di mezzi e delle possibilità politiche dei corpi:

«Sovvertire questa narrazione significa allora dare corpo al potere politico dei mezzi» (3) perché, come ci ricorda anche Lèvinas, in quanto mezzo per eccellenza «Non si sfugge all’aderenza al proprio corpo» (4) e «Per quanti tentativi l’anima abbia fatto per liberarsi dal corpo, ci troviamo sempre e comunque schiacciati in esso» (5)

In contrasto con la metafisica teleologica che fino ad oggi ci ha accompagnato – e secondo la quale i mezzi esistono solo in funzione di un fine determinato – il corpo teorizzato da Stimilli non è fatto di mera passività, anzi, è un luogo politico e quindi plurale: si parla di corpi, di masse di agenti attivi che irrompono nel mondo, plastici, in continua contaminazione e interazione tra loro.

E alle pretese di un discorso che vuole detenere la sovranità su di essi si contrappone una nozione di corpo libero di non essere mezzo, un corpo che si rende autonomo da questa logica e smette di esser sottoposto a dei fini esterni.

«Scardinare la logica finalistica […] vuol dire allora minare dall’interno la struttura attraverso cui l’uomo bianco occidentale ha costruito la sua preminenza sulla natura e sulla storia […] un lavoro di resistenza e di trasformazione, in cui lo spazio pubblico non può essere tale senza che il privato sia già politico» (6)

Sebbene la prima parte di questo libro possa sembrare impegnativa a chi non ha un’infarinatura di filosofia non c’è da preoccuparsi, tutti i concetti e lə autorə lì affrontatə verranno ripresi nei capitoli successivi in modo più ampio e di facile comprensione

Conoscere la storia dei nostri concetti è importante, così come conoscere le loro possibilità.

Entrambe le questioni ci rendono capaci di atti politici, anche oggi, quando la politica sembra un affare tecnico, e conoscere la tradizione che ci ha formato e le sue definizioni, ci rende liberə di scegliere e, quindi, di non essere mezzi asserviti ad un fine.

Grazie Neri Pozza!

Elettra Stimilli, Filosofia dei mezzi. Per una nuova politica dei corpi, Neri Pozza, Vicenza, 2023.

  1. Elettra Stimilli, Filosofia dei mezzi. Per una nuova politica dei corpi, Neri Pozza, Vicenza, 2023, p.9
  2. Ivi, p.111
  3. Ibidem.
  4. Ivi, p.142
  5. Ivi, p.139
  6. Ivi, p.104