La società della performance. Come uscire dalla caverna

È un momento straordinario in cui vivere.


Lo scrivono nell’introduzione e nelle note finali i filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici, nel libro La società della Performance edito da Edizioni Tlon casa editrice e progetto culturale da loro immaginato, creato e fondato.

È un momento straordinario in cui vivere, dicono. Eppure la percezione diffusa è quella di un disordine dilatato senza luogo in cui crisi e inquietudini avvolgono le nostre vite tormentandole, siamo connessi con il mondo intero e per questo irrimediabilmente soli. Siamo veloci, troppo veloci e dobbiamo esserlo per rispondere alle leggi del teatro virtuale che abitiamo.


Ma cos’è la società della performance?


La società della performance caratterizza il tempo in cui viviamo. La società della performance siamo noi.

Leggendo questo libro, il performer si rivela come un animale privo di sentimenti ma pieno di pulsioni: è fastidioso, apparentemente perfetto, è l’ingranaggio di un meccanismo dinamico totalmente devoto al consumismo patologico, è un narcisista sempre attivo e performante.

Tutti siamo diventati performer più o meno consapevoli impegnati a gestire i nostri profili social, li costruiamo come se fossero dei mosaici monocolore e, contemporaneamente, costruiamo la nostra identità o, più esattamente, costruiamo l’identità che scegliamo di rappresentare e offrire al pubblico che ci segue. Tutti abbiamo un pubblico piccolo o grande che sia e relativamente influenzabile, tutti sentiamo quell’obbligo a performare, a rivelare forzatamente la rappresentazione di ciò che si è che coincide con ciò che si condivide, si apprezza, si pubblica, si mostra.

Ma come scrivono Maura e Andrea:

“Ciascuno dovrebbe sapere che la parte più autentica di sé non può essere rivelata, che il proprio profilo pubblico sarà sempre un’imitazione dell’identità personale.” (La società della Performance, pag. 43)


Il rischio è che proprio quella parte più autentica, la parte privata, ci sfugga, e venga perduta.


Se state pensando che il vostro performare riguardi soltanto la gestione dei vostri profili virtuali e la costante omologazione agli standard dettati dalle aspettative del vostro pubblico, vi state sbagliando di grosso. La nostra attività di performer è ormai pervasiva e si manifesta in ogni aspetto delle nostre vite. L’ansia sociale di essere apprezzati, ma soprattutto giudicati in base alle nostre azioni, che devono rigorosamente rispondere alle aspettative sociali, è l’aspetto che caratterizza anche le nostre vite offline e, forse, è l’aspetto più preoccupante che ci costringe alla produzione continua e senza sosta. Non esiste pensiero che non sia indotto, non esiste pensiero che non corrisponda a degli schemi precisi e prestabiliti.

Il passaggio dalla società dello spettacolo (riferimento che riprende il libro omonimo del 1967 di Guy Debord) alla società della performance sembra essere evolutivamente diretto.

Cambiano i mezzi e cambiano i tempi, cambiano anche i luoghi in cui si manifesta la trasformazione e cambia anche la dinamica: da lavoratori siamo diventati consumatori, il nostro tempo libero era un tempo attivo in cui stavamo a guardare, eravamo spettatori del cambiamento che noi stessi stavamo producendo. Adesso, da consumatori siamo diventati Performer costantemente attivi e il nostro tempo libero, il nostro tempo vuoto, non esiste più.

La società della performance chiude la trilogia iniziata con Tu non sei dio, seguito da Lezioni di Meraviglia e con un’analisi intensa ma serrata, una lettura straordinariamente accessibile e scorrevole parla della vita di ciascuno di noi, del nostro modo di gestire i rapporti, del nostro modo di comprendere la realtà che ci circonda. Parla anche e soprattutto del modo in cui noi siamo gestiti: dalla politica, dal mercato, dal costume. In ogni capitolo non troverete soltanto parti della vostra realtà intima e sociale, vi capiterà più volte di esclamare: “Questo lo faccio anche io!” oppure “Questo sono io”.

Vi capiterà anche di vergognarvi e di riflettere moltissimo. Farete un viaggio nel pensiero filosofico e non solo del Novecento e ritroverete molti filosofi probabilmente già incontrati nei vostri percorsi di studio precedenti e che avrete sicuramente considerato noiosi e incomprensibili (e se lo avrete fatto, come dice spesso Maura Gancitano, vuol dire che siete sani di mente), li troverete raccontati in una chiave inedita, perché vi parleranno di voi, perché il pensiero filosofico è pratica attiva in movimento che coinvolge tutti gli aspetti della nostra vita.


Accorgendovi di questo, la meraviglia sarà già iniziata.


Maura e Andrea si rivelano nella loro vera attività filosofica: loro non ci forniscono risposte, ma analizzano e descrivono la realtà vivendola pienamente. Non sono gravosamente apocalittici (come il mio amato Byung Chul Han, la cui lettura consiglio sempre!) né perfettamente integrati nelle dinamiche di rete virtuale, ma superano ogni tipo di separazione dicotomica possibile perché perfettamente consapevoli di vivere in questo tempo che difficilmente tornerà indietro.

Il suggerimento che ci regalano con la speranza che sia ac-colto ma anche assimilato, copiato, comunicato e vissuto, è quello di ritornare a meravigliarci, recuperare la meraviglia come cominciamento della filosofia.

Tornare a recuperare tempi e spazi vuoti, abbandonare la frenesia di doverli colmare, creare e curare le relazioni con l’altro, concepire una società aperta e costruttiva.


È un momento straordinario in cui vivere, nonostante tutto.


E lo è perché possibile, perché la vita è adesso (come canta anche Baglioni) ed è nostra.

La società della performance continuerà ad esistere solo fino a quando lo vorremo noi come singoli e come collettività. Il potere è in mano a ciascuno di noi e rappresenta l’unica possibilità di cambiare, modificare ma soprattutto gestire le dinamiche sociali. Perché in fondo è di gestione e comprensione che si tratta. Il momento straordinario in cui vivere è pieno di opportunità possibili e forme inedite di pensiero: oggi più che mai abbiamo bisogno di pensare, con fantasia e calma.


Per scoprire la meravigliosa realtà filosofica di Tlon, vi invitiamo ad ascoltare i loro video su:

https://www.youtube.com/channel/UCP8R6WbHCErZhvlEC-hmT_w

Seguire le loro iniziative su:

http://www.tlon.it

Libri:

La società della performance. Come uscire dalla Caverna. (Andrea Colamedici, Maura Gancitano Edizioni Tlon)

Tu non sei Dio. Fenomenologia della Spiritualità Contemporanea (Andrea Colamedici, Maura Gancitano Edizioni Tlon)

Lezioni di Meraviglia, Viaggi tra Filosofia e Immaginazione. (Andrea Colamedici, Maura Gancitano Edizioni Tlon)

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