Rosi Braidotti, la filosofa femminista del postumano

La ri-costruzione del pensiero, soprattutto del pensiero filosofico, avviene sempre in una fase temporale postuma. Per meglio dire: è più semplice guardare al passato e raccontare ciò che è stato già consegnato alla storia, che immergersi nel presente, sviscerarlo, valutarlo, raccontarlo nella sua eccellenza e unicità. È anche per questo motivo che tratteggiare il pensiero dei filosofi viventi è sempre un’operazione molto complessa a cui pochi si sottopongono e lo è ancora di più se si tratta di evidenziare il lavoro autentico di una donna filosofa ancora vivente.


Vivere nel presente significa sincronizzarci con il tempo presente e dal punto di vista filosofico è una pratica difficilissima, così come sostiene Rosi Braidotti, la nostra filosofa del mese.


Rosi Braidotti, filosofa femminista, postcolonialista, si configura come una delle studiose contemporanee più interessanti, firmando una filosofia intersezionale e neo-femminista che accoglie l’eredità del pensiero che a cavallo dei due secoli ha assistito alle trasformazioni sociali, politiche, economiche, tecnologiche che lo hanno caratterizzato, elaborando una filosofia nomade che ben rispecchia le sue note autobiografiche e di formazione. E in effetti, leggendo la vita e gli studi della nostra filosofa di origine italiana, non stupisce come il nomadismo diventi non solo tratto comune delle sue esperienze di formazione, ma anche campo di indagine, stile di vita, progetto politico e filosofico dal fascino irresistibile e strada feconda per ripensare alla nostra contemporaneità.


Qualche nota Biografica:


Rosi Braidotti nasce in Italia nel 1954 ed è sulla scia della grande emigrazione italiana degli anni Settanta che si trasferirà, nel 1970, con tutta la sua famiglia in Australia dove si laureerà successivamente in Filosofia. Questo è il suo primo sradicamento: cambiare paese, lingua, abitudini, la costringerà naturalmente a ri-costruirsi, ri-ambientarsi, ri-configurarsi. E ancora: tutti i giovani filosofi della sua generazione subivano il fascinoso e irresistibile richiamo del cuore dell’Europa.

Germania e Francia, tra tutti, vantavano ancora i grandi nomi dei maestri che hanno caratterizzato la storia del pensiero filosofico del Novecento e il fermento intellettuale che, dopo le guerre mondiali, si rifletteva, si recuperava, si costruiva. Anche Rosi sentì il richiamo della formazione e vincendo una borsa di studio si trasferì a Parigi dove conseguì il dottorato alla Sorbona studiando con Michel Foucault, ed entrando in contatto anche con Simone De Beauvoir, Roland Barthes, Luce Irigaray e, fondamentale per la costruzione del suo pensiero teorico, Gilles Deleuze.

È insieme a Deleuze, infatti, che penserà alle nuove forme per leggere il presente e da Deleuze farà proprio il concetto della differenza come caratteristica fondante del soggetto nella sua accezione positiva.


Differenza, soggetto, postumano


Il punto di partenza della sua riflessione, che fa della differenza la sua caratteristica principale, è la critica puntuale e storica del soggetto unitario: il soggetto maschio ed eterosessuale, bianco e benestante. Come sostiene la nostra filosofa, l’identità unitaria dell’uomo dell’umanesimo è stata caratterizzata dalla relazione natura/cultura, ma il soggetto è molto di più che il semplice prodotto di questa classica dicotomia. Il soggetto, per Braidotti, è relazionale ed è determinato nella e dalla molteplicità e, appunto, differenza.

Alla luce delle profonde e radicali trasformazioni apportate dallo sviluppo tecnologico nasce l’esigenza di portare il tema della differenza all’interno del discorso sul postumano: il  soggetto opera sulle differenze ed è a sua volta e al suo interno differenziato. La tecnologia, con lo sviluppo economico e la trasformazione conseguente al capitalismo, hanno portato a una ridefinizione di tutto ciò che è umano (ma anche disumano): ripensare l’uomo nella sua nuova configurazione diventa necessario e necessaria diventa anche la ricostruzione dell’etica postumana.

Umano ed etica, individuo e collettività, ma anche vita e morte, presente e futuro sono solo una parte di tutti quegli elementi fondanti su cui si è soffermata la storia del pensiero filosofico e che devono essere ripensati dalla filosofia con un progetto sistematico e politico alla luce delle trasformazioni tecnologiche: ripartire dal soggetto e ricostruirlo significa distruggerlo e forse è un fenomeno che sta già avvenendo, bisogna soltanto processarlo.

Bibliografia

R. Braidotti, Soggetti Nomadi. Transizioni e identità postnazionaliste, Luca Sossella Editore, 2002
R. Braidotti, Il Postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte, Derive Approdi, Roma, 2014
R. Braidotti, Materialismo radicale. Itinerari etici per cyborg e cattive ragazze, Meltemi, Roma, 2019

Foto di copertina di Rosi Braidotti tratta dal sito rosibraidotti.com. Filosofemme si rende disponibile per richieste di rimozione da parte della proprietaria dell’immagine rendendo noto che non vengono creati guadagni economici dall’utilizzo della suddetta fotografia.

Silvia Grasso

Author: Silvia Grasso

Laureata in Scienze Cognitive presso l’Università di Messina con una tesi sull’Esperienza incarnata tra fenomenologia e neuroscienze, è attualmente specializzanda in Filosofia a Pavia dove si occupa di fenomenologia ed estetica. Appassionata di cultural studies, indaga le nuove tendenze sociali della cultura digitale con particolare interesse per la comunicazione politica e dei media digitali.