Spillover, l’evoluzione delle pandemie

Non avrei mai pensato che leggere un saggio di circa seicento pagine sull’evoluzione delle pandemie potesse essere tanto avvincente

La biologia non era certo la mia materia preferita, alle scuole superiori. Eppure, la sera, in videochiamata con i miei genitori, mi ritrovo a raccontare di questo e quel virus oppure batterio, e di come essi siano entrati in contatto con la specie umana: attraverso i pappagalli, le zecche, le volpi volanti, i cavalli. E Lo faccio con entusiasmo, come se fosse una serie tv, un romanzo, un film pieno di colpi di scena. 

A volte ci si dimentica che la saggistica possa essere tanto appassionante. David Quammen, però, è un divulgatore eccezionale, capace di restituire la scienza a chi non è un addetto ai lavori, in una forma narrata che non ha nulla da invidiare a un thriller, tanto è incalzante e tanto bene sfrutta i cliffhanger.


Spillover, l’evoluzione delle pandemie è un saggio del 2012, portato in Italia da Adelphi nel 2014, e che, visto lo stato di pandemia attuale, è tornato a far parlare di sé. 


Attraverso nove capitoli, Quammen traccia le coordinate delle principali pandemie che hanno afflitto l’umanità e il mondo animale, con una preoccupazione: quale sarà la prossima? 

Otto anni dopo la pubblicazione, le sue parole suonano profetiche:

«Qualche Cassandra bene informata parla addirittura del Next Big One, il prossimo grande evento, come di un fatto inevitabile […]. Sarà causato da un virus? Si manifesterà nella foresta pluviale o in un mercato cittadino della Cina meridionale? Farà trenta, quaranta milioni di vittime?» (1).

Partito proprio da un wet market  della Cina meridionale, pare che il Next Big One sia ora arrivato. Come tutti sappiamo, il protagonista è un virus denominato SARS-CoV-2, della sottofamiglia dei coronavirus, che causa l’infezione COVID-19.


Il saggio di Quammen aiuta a fare ordine. 


In primo luogo, ordine storico e geografico, perché ci immerge, in un giro del mondo spazio-temporale, nelle storie concrete dei grandi eventi epidemici cui abbiamo assistito o di cui abbiamo solo sentito parlare. Entra nel dettaglio delle vicende che li hanno innescati e investigati, non tralasciando le testimonianze altrui e le sue personali esperienze sul campo: i prelievi di sangue ai macachi in Bangladesh, le ricerche sui gorilla nelle foreste del Gabon. 

In secondo luogo, fa ordine in senso terminologico e concettuale. 


Come nascono le pandemie?


Nella maggior parte dei casi, alla base c’è un processo chiamato zoonosi: un patogeno fa il salto da un animale a un essere umano e si radica nel nuovo organismo come agente infettivo, in grado talvolta di causare malattia o morte. L’animale di partenza è un cosiddetto ospite serbatoio, un organismo che porta con sé il patogeno, senza riceverne danno. Lo spillover è il momento cruciale, quello in cui il patogeno passa da una specie a un’altra. Porta all’emergenza se il patogeno che ha infettato degli individui della nuova specie trova delle condizioni particolarmente favorevoli per propagarsi tra i membri di questa. 

Il salto di specie non è un accidente, ma un’involontaria conseguenza delle nostre azioni, specchio della convergenza tra crisi ecologica e crisi sanitaria

«Là dove si abbattono gli alberi e si uccide la fauna, i germi del posto si trovano a volare in giro come polvere che si alza dalle macerie. Un parassita disturbato nella sua vita quotidiana e sfrattato dal suo ospite abituale ha due possibilità: trovare una nuova casa, un nuovo tipo di casa, o estinguersi» (2).

I patogeni, per evitare l’estinzione, causata dal sovvertimento degli ecosistemi, devono modificarsi, adattarsi a nuovi ospiti, trovare il giusto equilibrio tra trasmissibilità e virulenza: un organismo che uccide in tempi troppo rapidi il proprio ospite si mette in crisi, perché riuscirà a garantire il perpetuarsi della sua specie.


Un patogeno che, invece, uccida il suo ospite in modo lento ma inesorabile ha più probabilità di successo. 


Il quadro fornito da Quammen è evoluzionistico: micro e macro organismi lottano per sopravvivere in un comune ecosistema. Modificando un elemento, l’intero sistema cambia e quest’operazione non è per nulla priva di conseguenze

Sarà trito e ritrito ripeterlo, ma il nocciolo della questione è sempre lo stesso: bisogna cambiare paradigma, modificare in modo radicale il nostro rapporto con la natura.


Passata l’attuale pandemia, quale sarà il successivo Next Big Event?

Grazie a Adelphi Edizioni!

D. Quammen, Spillover, l’evoluzione delle Pandemie, trad. di L. Civalleri, Adelphi, Milano, 2014.




(1) D. Quammen, Spillover, l’evoluzione delle Pandemie, trad. di L. Civalleri, Adelphi, Milano, 2014. 

(2) Ibidem.

Martina Peruzza

Author: Martina Peruzza

Laureata triennale in Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi in Storia dell’Estetica e laureanda magistrale presso la stessa università. Scrive di quello che capita, ma la sua grande passione è la letteratura. (Non si prende tanto sul serio e spera un giorno di poter realizzare la sua più grande ambizione intellettuale: sceneggiare Un posto al sole.)