Valerie Solanas, la voce del dissenso

Solanas

Nel 1967 esce su Voice una bozza del Manifesto SCUM. 

Valerie Solanas, l’autrice, ne vende delle copie ciclostilate per le strade del Greenwich Village, al prezzo di 25 centesimi per le donne e di un dollaro per gli uomini.

«Per bene che ci vada, la vita in questa società è una noia sconfinata. E poiché non esiste aspetto di questa società che abbia la minima rilevanza per le donne, alle femmine dotate di spirito civico, responsabili e avventurose non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione completa e distruggere il sesso maschile.» (1)


Solanas punta il dito contro il patriarcato. Gli uomini sono egocentrici, incapaci di empatizzare, utilizzano l’intelligenza al solo scopo di soddisfare i propri bisogni.


Sono, in ultima analisi, delle femmine mancate — e si rovescia qui la concezione dominante secondo cui «femina est mas occasionatus» (2) (la donna è un maschio imperfetto).

Il testo è scandaloso, il linguaggio è forte, il tono è aspro, i suoi obiettivi politici sono estremisti. Eppure, a destare scalpore è soprattutto il posizionamento sociale di chi scrive. “Scum” significa feccia: Solanas è una lesbica mascolina, proletaria e senzatetto, che vive di espedienti e di elemosina, una outcast anche per la controcultura newyorchese degli anni Sessanta — dalla quale, di fatto, viene rimossa e ricordata solo per il fatto eclatante del 3 giugno 1968: il tentato assassinio di Andy Warhol.


Solanas, che orbita attorno alla Factory senza mai farne veramente parte, aveva proposto a Warhol un testo teatrale, Up in your ass, che era stato in buona sostanza rifiutato.


Non si può dire che quella fu la ragione del tentato assassinio, ma di certo contribuì a far accrescere la frustrazione di Solanas, che credeva fermamente nel valore delle proprie opere e si era vista delegittimata di continuo.

Up in your ass, in effetti, è un atto unico carico di ironia che, scritto nel 1965, anticipa i temi del manifesto SCUM: la protagonista è Bongi Perez, vagabonda e prostituta, alter ego di Solanas, che incontra una serie di personaggi tronfi e sgradevoli a rappresentanza del patriarcato, che va smantellato nell’interezza della sua struttura.

Opera gemella è, poi, Come conquistare la classe agiata. Prontuario per fanciulle:

«Appena uscita dal college, ho dovuto misurarmi con un tipico dilemma femminile: riuscire a ritagliarmi, in un mondo di uomini, uno spazio e uno stile di vita degni di una fanciulla con i miei gusti, la mia cultura e la mia sensibilità. Nulla di volgare come il lavoro, dunque. Una fanciulla, però, deve pur sopravvivere. Pertanto, dopo aver attentamente preso in esame ciò che la scena sociale aveva da offrirmi, ho finalmente trovato un’occupazione estremamente remunerativa, dai grandi stimoli creativi e fortemente incentrata sulle relazioni interpersonali, in grado di garantire flessibilità, indipendenza, stabilità e, cosa ancor più fondamentale, una grande quantità di tempo libero; un’occupazione, dunque, perfetta per la sensibilità femminile. Contemplando la mia fortuna, mi accingo a intraprendere la mia giornata di lavoro.

“Scusi signore, avrebbe per caso quindici cent?” » (3)


Solanas rifiuta il patriarcato e ciò che esso comporta: il capitalismo. Per farlo, non può che porsi in netta antitesi con il politicamente corretto: ecco l’origine del suo radicalismo.


La voce dell’oppresso, perché smuova le coscienze, deve essere più forte di quella dell’oppressore. Quella di Solanas è del tutto controcorrente. Non sorprende, dunque, la dedica al suo Up in your Ass:

«Dedico questo atto unico a
ME STESSA 

fonte inesauribile di sostegno e consiglio, senza la cui incrollabile lealtà, fede e devozione quest’opera non avrebbe mai visto la luce. 

Ulteriori ringraziamenti a:
LA SOTTOSCRITTA 

per l’opera di revisione e i commenti,
i preziosi suggerimenti
nonché il lodevole lavoro di dattilografia. 

ME 

per la ricerca indipendente su uomini, donne sposate e altri pervertiti.» (4)





(1) Valerie Solanas, Trilogia SCUM, VandA Edizioni, Milano, 2017, p. 63.

(2) Ivi, p. 16.

(3) Ivi, p. 171.

(4) Ivi, p. 108.




Immagine di copertina: è stato impossibile recuperare l’autore di quanto illustrato. La redazione rimane a disposizione per chiarimenti e attribuzioni. Utilizzo non commerciale.

Martina Peruzza

Author: Martina Peruzza

Laureata triennale in Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi in Storia dell’Estetica e laureanda magistrale presso la stessa università. Scrive di quello che capita, ma la sua grande passione è la letteratura. (Non si prende tanto sul serio e spera un giorno di poter realizzare la sua più grande ambizione intellettuale: sceneggiare Un posto al sole.)