3+1 libri per ripensare l’amore

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San Valentino si avvicina e, per la recensione della settimana, abbiamo pensato a qualcosa di speciale. Non sarà il consueto consiglio di lettura, ma una sorta di esercizio filosofico.


Se qualcuno mi chiedesse: che libro mi consiglieresti sull’amore? Non saprei rispondere.


Ho in mente dei titoli che dicono qualcosa, ma non il titolo definitivo. Ecco, quindi, l’idea di fare una sorta di genealogia del mio personale sapere sull’amore. Cosa ho letto a riguardo? Quali aspetti del mio vissuto personale ritrovo, a mia volta, nei libri? Il rapporto con la conoscenza è un dare e un ricevere: si studia per imparare ma, con un movimento inverso e complementare, ciò che si sperimenta nella propria vita lo si proietta in qualsiasi prodotto culturale, la cui fruizione non è passiva, bensì molto attiva. È un processo spontaneo, capita senza che ce ne rendiamo conto, eppure è possibile, in un certo senso, fare il punto. 

Io ho fatto così: 

  1. ho scandagliato, uno per uno, i testi della mia libreria; 
  2. ho estratto, dagli scaffali, tutti quei libri, romanzi o saggi, che avessero nel titolo la parola amore (o derivati)
  3. li ho sfogliati, in cerca di cosa, questi, mi hanno insegnato sull’amore;
  4. finito il lavoro, ne ho selezionati tre, dei quali vi parlo, molto brevemente, qui di seguito. 

Vi invito, terminata la lettura dell’articolo, a fare lo stesso esercizio: che libri scegliereste, voi?

Libro Numero 1


Riflessioni sull’Amore, di Lou Andreas Salomé (1)
Consigliato a:
chi ha bisogno di dare un senso alla sua continua ricerca di amore e relazioni.
Perché leggerlo:
– perché Salomé si ricorda sempre e solo come la platonica (e non) compagna di Nietzsche e Rilke, lasciando deplorevolmente da parte i suoi scritti;
– perché si tratta di un libriccino breve, di cinquanta pagine, che condensa idee molto interessanti sulla passione amorosa, e in particolare sull’affinità che questa ha con l’atto creativo. L’Amore, secondo Salomé, ha molto a che fare con l’egoismo. È una ricerca dell’Altro come ricerca di sé e, per questo, è esperienza capace di creare. 

«La passione amorosa è fin da principio incapace di accettare oggettivamente un altro, di interessarsi a lui – ma in essa ci interessiamo piuttosto quanto più profondamente possibile di noi stessi. La passione è solitudine moltiplicata per mille, ma una solitudine che, come contornata da mille specchi scintillanti, pare ampliare se stessa e diventare un mondo che tutto comprende. Tuttavia, l’oggetto amato vi ha solo il ruolo di un pretesto stimolante: forse come un suono o un profumo, che ci sfiorano nel sogno, ci inducono a sognare.» (2)

Un’amica saggia, alla fine di una semi-relazione, mi disse che il modo in cui mi sentivo (male) aveva un rapporto molto più stretto con me e con i miei bisogni, piuttosto che con la relazione appena lasciata andare. Rileggo le parole di Salomé e penso che, tutto sommato, non aveva torto. 


Libro Numero 2


Frammenti di un discorso amoroso, Roland Barthes (3)
Consigliato a:
chi ha molte domande e cerca risposte evocative.
Perché leggerlo:
– è forse il testo più completo e universale sull’amore, una sorta di dizionario in ottanta voci, dalla A di Abbraccio alla V di Voler-Prendere. Come scrive Tondelli: “ogni capitolo è indipendente: potete leggerne uno oggi e il seguente fra cinque anni, Roland Barthes vi darà comunque uno specchio bellissimo per riflettere, pensare, decidere, paragonare la vostra storia a quella di Werther o a un haiku giapponese; vi darà un respiro piú ampio in cui emettere il vostro rantolo e, improvvisamente, la coscienza del vostro amore si rafforzerà.” (4)
– Barthes dà voce e, in qualche modo concettualizza (senza però chiudere o definire), delle esperienze e dei sentimenti che sembrano ineffabili, impalpabili.
Qui, alcune delle mie voci preferite: 

MUTISMO Il soggetto amoroso è angosciato dal fatto che l’oggetto amato risponda parsimoniosamente, o non risponda affatto, alle parole (discorsi o lettere) che egli gli rivolge.

RISVEGLIO Modi diversi in cui il soggetto amoroso si ritrova, al suo risveglio, nuovamente assalito dall’assillo della sua passione. […] Risvegli tristi, risvegli strazianti (di tenerezza), risvegli bianchi, risvegli innocenti, risvegli pieni di sgomento […]. (5)


Libro Numero 3


L’Amante, Marguerite Duras (6)
Consigliato a:
chi vuole dar voce al proprio struggimento.
Perché leggerlo:
– già nel terzo paragrafo include una frase che molto fa pensare: “presto fu tardi nella mia vita”(7);
– è un romanzo/memoir che esprime con straordinaria vividezza il rapporto tra Eros e Thanatos, Amore e Morte, un grande topos della filosofia che, a essere onesta, non saprei spiegare con parole semplici. È un rapporto complesso, di guerra, ma anche creazione; di ricezione e autoannientamento: Duras lo esprime con tutta l’eleganza della sua prosa. 

«Gli chiedo se è normale esser così tristi. Dice che è perché abbiamo fatto l’amore di giorno, quando il caldo era più forte. Dice che dopo è sempre terribile, sorride e dice: che due si amino o non si amino, è sempre terribile. Dice che passerà con la notte, appena verrà la notte.» (8)


Bonus Track


Prima o poi l’amore arriva, Stefano Benni (9)
Di questo, solo una poesia

Scusami
ho usato
la nostra canzone
per una nuova
relazione





(1) (2) L.A. Salomé, Riflessioni sull’Amore, Mimesis, Milano, 2013. 

(3) R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi, Torino, 2014.

(4) https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-straniera/narrativa-francese/frammenti-di-un-discorso-amoroso-roland-barthes-9788806219451/

(5) R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi, Torino, 2014.

(6) (7) (8) M. Duras, L’amante, Feltrinelli, Milano, 2018.(9) S. Benni, Prima o poi l’amore arriva, Feltrinelli, 1981.


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