Lady Cinema

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Lady Cinema

In un piccolo volume dal formato pratico e maneggevole, Valentina Torrini traccia le coordinate del cinema femminista, regalandoci un vero e proprio manuale per imparare a guardare i film, ma non solo, indossando delle lenti di colore rosa. Lady Cinema (1) è una guida accurata e dettagliata, pensata per leggere il linguaggio cinematografico in maniera inclusiva. 


Dalla teoria, alla pratica.

Diviso in due parti, il testo fornisce prima le indicazioni storiche e teoretiche del rapporto tra donne e cinema: i film pioneristici di Dorothy Arzner e Ida Lupino; la nascita della Feminist Film Theory, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta; il concetto di scopofilia e cinema voyeuristico. Poi, dà degli strumenti pratici per “attivare” le proprie lenti femministe, ovvero per decostruire ciò che stiamo guardando e che siamo abituati a guardare in un certo modo. 

«Il mio cambio, come spettatrice, è stato repentino e deve molto all’influenza del femminismo. Improvvisamente, guardavo film che amavo e che mi avevano commosso con occhi diversi. Invece di essere assorbita nello schermo, nella storia, nella messa in scena, nel cinema — ero irritata. E invece di essere uno spettatore voyeuristico, per così dire uno spettatore maschio, sono diventata una spettatrice donna, capace di guardare da lontano e in modo critico, piuttosto che con occhi assorti.» (2)


Queste le parole di Laura Mulvey, autrice dell’articolo Visual pleasure and narrative cinema (3), caposaldo della Feminist Film Theory. Mi pare riassumano bene la missione di Lady Cinema: educare a uno sguardo diverso, che va oltre le abitudini e le convenzioni. 


Torrini ci conduce, con tanti esempi e consigli di visione (per grandi e piccini), in un viaggio nello straordinario universo cinematografico. Film femministi, registe, attrici sovversive: un catalogo di nomi, trame e idee che costituisce un ottimo primo approccio al cinema visto da una prospettiva femminile. Facciamo un gioco: quante registe donne sei in grado di nominare? Grazie a Lady Cinema, sono certa che saranno molte di più.

La parte “pratica” del manuale è la più divertente. Per esempio, conosci il sexy lamp test? Recita più o meno così: «se puoi sostituire il tuo personaggio femminile con una lampada sexy e la storia funziona ancora, fondamentalmente scrivi di merda». (4)

Non è l’unico tra i test (molto cari all’autrice) capaci di mettere alla prova le narrazioni cui siamo sottoposti. Ci sono anche il famoso Bechdel test, il Clit test e il Mako Mori: tutti da scoprire e mettere in atto


La mia parte preferita? Le finestre di approfondimento dedicate ai singoli film, valutati secondo il loro “livello di femminismo”. Non mi sorprende che Hitchcok abbia guadagnato un bel: non pervenuto. I suoi film hanno fatto la storia del cinema, ma non per questa ragione sono esenti da critiche e revisioni. 


Contro tutto ciò che è statico: Lady Cinema ci insegna a tenere allenato lo sguardo in maniera costante, sprezzanti verso la tradizione e la cristallizzazione delle opere d’arte. Lo fa, però, con leggerezza e tanta voglia di dialogare.


Grazie a Le Plurali!



Valentina Torrini, Lady Cinema, Le Plurali, Roma, 2021




(1) V. Torrini, Lady Cinema, Le Plurali, Roma, 2021. 

(2) Another Gaze, Suddenly, a Woman Spectator: An Interview with Laura Mulvey.
http://www.anothergaze.com/suddenly-woman-spectator-conversation-interview-feminism-laura-mulvey/ 

(3) L. Mulvey, Visual Pleasure and Narrative Cinema, Screen, 1973. 

(4) V. Torrini, Lady Cinema, p. 82.