Fragilità affettive

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fragilità affettive

La “modernità liquida” (1), come la chiama Zygmunt Bauman, è la realtà attuale afflitta dalla temporaneità e dalla fragilità dei rapporti umani. 

In questo tipo di società domina un tipo di amore ben definito, quello che Bauman chiama “amore liquido”, concetto introdotto dal sociologo nel suo omonimo libro (2) il cui protagonista è l’uomo senza legami (3), dissolubile, abitante medio della società liquido-moderna che utilizza determinati dispositivi (smartphone, tablet) che non servono realmente a comunicare, bensì a rimanere semplicemente connessi, dove «la circolazione di messaggi sono il messaggio, non importa il contenuto. Il senso di appartenenza si esplicita nel costante flusso di parole e frasi incomplete (abbreviate, troncate per accelerare la circolazione). Il senso di appartenenza sta nel parlare, non in ciò di cui si parla» (4).

Date queste premesse, l’uomo di oggi preferisce instaurare tipi di relazioni nuove e alternative in cui non rischi troppo come le relazioni virtuali o le coppie aperte, ovvero forme sentimentali facili da creare e altrettanto facili da interrompere qualora si dovesse incontrare un nuovo oggetto del desiderio. In altre parole, la logica che sta alla base dei moderni legami è quella del consumismo: usa e getta, in cui i partner diventano dei veri e propri beni di consumo.


La qualità delle relazioni è passata quindi in secondo piano a favore della quantità e il desiderio si è trasformato nella voglia, mutando qualcosa di profondo in un capriccio passeggero.


Il desiderio, per Bauman, è la brama di consumare, assorbire, divorare, ingerire, annichilire e non necessita di altro stimolo che la presenza dell’alterità. È un impulso a spogliare l’alterità della sua diversità, e così facendo, a delegittimarla, e successivamente a smaltirla. È l’eliminazione di ogni traccia di diversità dell’alterità che provoca, di conseguenza, la gioia della soddisfazione, destinata però a dissiparsi non appena terminato il lavoro.

Nella sua essenza più pura, il desiderio è un impulso di distruzione, anzi più precisamente di auto-distruzione: il desiderio è contaminato, sin dalla sua nascita, dalla brama di morte (5).

L’amore è invece il desiderio di prendersi cura e di preservare l’oggetto della propria attenzione. Un impulso centrifugo, a differenza del desiderio, che è centripeto (6), un impulso a espandersi, a fuoriuscire, a ingerire, assimilare il soggetto nell’oggetto

«L’io amante si espande attraverso il proprio donarsi all’oggetto amato, l’amore consiste nella sopravvivenza dell’io attraverso l’alterità dell’io» (7). 


Al pari del desiderio, anche l’amore è una minaccia per il proprio oggetto.


Mentre il desiderio lo distrugge, distruggendo nel processo anche se stesso, la rete protettiva che l’amore tesse amorevolmente intorno al proprio oggetto amato schiavizza l’oggetto stesso. L’amore cattura e pone il prigioniero sotto custodia, esegue un arresto per proteggere l’arrestato.

Se il desiderio vuole consumare, l’amore vuole possedere.

Se il desiderio è autodistruttivo, l’amore è autoperpetuante (8).

Secondo Bauman nelle relazioni liquide, tipiche della società attuale, il desiderio è però presente nella sua forma più radicalizzata: la voglia

Mentre il desiderio va coltivato e necessita di compromessi spesso dolorosi, la voglia si concentra maggiormente sul proprio obiettivo, creando una relazione che segue il modello dello shopping: se ritenute scadenti le merci possono essere sostituite con altri prodotti che si spera siano più soddisfacenti.


Cosa scegliere quindi tra una relazione stabile (e la fatica di costruirla e mantenerla) e un legame libero senza alcun tipo di impegno?


L’amore richiede tempo ed energia, ma nella società moderna, circondati da continue opportunità, facili obiettivi e relazioni usa e getta, ci ritroviamo a essere trascinati nel vortice della liquidità. È molto più semplice, per l’uomo moderno, acquistare oggetti materiali, meri sostituti della mancanza di comprensione e di attenzione da parte del proprio partner, piuttosto che tentare di costruire un legame autentico che richieda tempo e impegno.


Quello che non ha ancora capito, l’uomo moderno, è che possiamo acquistare tutto, ma non l’amore.





(1) Espressione usata da Bauman per indicare quella fase dell’età contemporanea che va dagli anni Sessanta in poi caratterizzata dallo stato mutevole e instabile di ogni sua forma organizzativa (famiglia instabile, denatalità, lavoro precario ecc).

(2) Bauman Zygmunt, Amore liquido, Editori Laterza, Bari-Roma, 2003.

(3) Il termine “uomo” è usato da Bauman come sinonimo di “essere umano”.

(4) Ivi, p. 49.

(5) Ivi, p. 14.

(6) “centrifugo”: che tende ad allontanare o ad allontanarsi da un centro.
“centripeto”: che è diretto verso il centro.
Treccani. Treccani.it. Web. 7 maggio 2022.
https://www.treccani.it/vocabolario/centrifugo/
https://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/centripeto/

(7) Bauman Zygmunt, op. cit., p. 15.

(8) Ibidem.