Il femminismo radicale di Shulamith Firestone 

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Scrittrice e attivista canadese nata nel 1945 e scomparsa nel 2012, Shulamith Firestone è una delle fondatrici del movimento femminista radicale statunitense. 

Dopo aver contribuito intorno al 1967 alla creazione di un’organizzazione femminista a Chicago, Westside Group, Firestone collabora a New York a quella di altri tre gruppi: New York Radical Women, Redstockings e New York Radical Feminists

Nel 1968 scrive diversi saggi (1). Sono anni attivi, quindi, oltreoceano.

Nel contesto culturale italiano del periodo, i testi femministi diffusi sono invece ancora pochi: nel ’70 viene pubblicato il Manifesto di Rivolta Femminile e Sputiamo su Hegel di Carla Lonzi e uscirà, l’anno successivo, il suo La donna clitoridea e la donna vaginale.

L’opera più nota di Firestone è The Dialectic of Sex. The Case for Feminist Revolution, testo di straordinaria dirompenza pubblicato nel 1970 che, oltre a procurarle un ruolo di primo piano tra le pioniere del femminismo di seconda ondata, influirà profondamente sul pensiero femminista in generale. 

The Dialectic of Sex offre una precisa «analisi dei ruoli sessuali e dell’uso politico del corpo» (2), con particolare riferimento alla sfera della procreazione. Firestone, infatti, attribuisce grande rilevanza nel determinare la disuguaglianza di genere al fatto che alle donne sia toccato in sorte, biologicamente parlando, il carico della gravidanza e del parto. 

Tuttavia, se è vero che la natura ha inflitto alla donna questa «maledizione» (3) da cui l’uomo è esonerato, è nella cultura e, più precisamente, nella scienza e nella tecnologia che Firestone individua la via della liberazione: arriva a immaginare un modello di procreazione completamente separata dall’atto sessuale, pensando a un concepimento attraverso inseminazione artificiale e a una gestazione condotta in utero, anch’esso artificiale. 

Firestone auspica dunque un futuro in cui la tecnologia sarà impiegata allo scopo di eliminare la disuguaglianza tra uomini e donne: è in questo senso precorritrice di quello che viene oggi definito cyberfemminismo. 

A sortire l’effetto scandalo, per l’epoca in cui il testo irrompe, è proprio la prefigurazione di un avvenire immaginario in cui la tecnologia potrà essere applicata a livelli “estremi” come strumento di emancipazione femminile rispetto a specifiche funzioni sancite dalla biologia.

In effetti ciò che Firestone intende contrastare è esattamente l’immagine cristallizzata di un destino imposto dalla natura.

Sostiene inoltre con fermezza l’abolizione della famiglia nucleare improntata sullo schema patriarcale e ipotizza l’istituzione di forme di vita comunitarie in una società socialista, dove la cura dei figli dovrà essere equamente ripartita tra uomini e donne attraverso il ricorso ad asili nido e servizi sociali.

Firestone attribuisce al capitalismo la responsabilità di avere

«intensificato i peggiori attributi del patriarcato [poiché] la famiglia nucleare ha sostituito la grande famiglia fluida del passato, per rafforzare il sistema di classe sessuale che si stava indebolendo, e opprimere più di prima le donne e i bambini» (4).

Anche se insufficienti a spiegare il complesso problema di quella femminile, le teorie marxiste sull’oppressione di classe rappresentano un punto di partenza fondamentale dell’analisi di Firestone.

La scrittrice afferma che la rivoluzione femminista necessita di un esame del conflitto tra i sessi che sia completa come lo studio dell’antagonismo di classe di Marx ed Engels sulla rivoluzione economica (5), facendo emergere la propria adesione al metodo analitico utilizzato da Marx ed Engels.

A suo parere esiste però una parte della realtà che si distacca dall’economia e che, per essere spiegata, necessita di una prospettiva differente.

Così sostiene:

«C’è un intero substrato sessuale della dialettica storica che Engels a volte coglie vagamente, ma poiché egli riesce a vedere la sessualità solo attraverso un filtro economico, riducendo tutto a quello, è incapace di valutarlo per ciò che è» (6).

Ciò che bisogna fare è quindi cercare di sviluppare una visione materialistica della storia basata sul sesso stesso.

Firestone evidenzia come l’unica teorica femminista in grado di compiere uno sforzo significativo in questa direzione sia stata Simone De Beauvoir, alla quale, non a caso, rende omaggio con una dedica posta in apertura del suo libro.

Con Il secondo sesso, la filosofa francese, per prima, avrebbe tentato di fondare il femminismo sulla sua base storica. È anche vero, però, secondo Firestone, che Simone de Beauvoir avrebbe scomodato “inutilmente” categorie complesse come quella di Alterità (7) per spiegare il dualismo uomo-donna di cui, invece, bisognerebbe ricercare l’origine più semplicemente nella divisione sessuale stessa. Infatti si tratta, prima di tutto, di provare a sviluppare un’analisi nella quale la biologia stessa viene considerata all’origine del dualismo.

Estremamente interessante in The Dialectic of Sex è anche la critica rivolta al padre della psicoanalisi.

Nel terzo capitolo del libro, intitolato Freudianism: the misguided feminism, l’autrice pone l’accento sul grande impatto che il pensiero di Freud ha avuto a livello culturale, anche semplicemente riflettendo su quanto il senso comune sia pervaso dei concetti della psicoanalisi.

Per Firestone la terapia psicoanalitica è risultata inefficace e le formulazioni teoriche di Freud intorno alla sessualità femminile si sono rivelate errate.

Tuttavia, c’è un motivo specifico per cui il suo pensiero continua a mantenersi ben radicato: «Il pensiero di Freud è così pregnante, così impossibile da ripudiare perché Freud ha afferrato il problema cruciale della vita moderna: la Sessualità» (8).

La forza della dottrina freudiana risiederebbe quindi non tanto nell’esattezza dei suoi particolari esiti teorici e pratici, quanto nella sua capacità di individuare nella sessualità una questione determinante della modernità. 

Proprio in virtù della centralità occupata dalla sessualità, secondo Firestone la rivoluzione femminista deve necessariamente passare per essa.

Così come lo scopo della rivoluzione socialista non era stata la sola eliminazione del privilegio di classe ma della stessa distinzione di classe, allo stesso modo l’obiettivo finale della rivoluzione femminista non potrà che consistere nell’eliminazione della stessa distinzione sessuale e nello smantellamento dell’importanza culturale del genere.

  1. Saggi come Women and the Radical Movement; The Jeanette Rankin Brigade: Woman Power? e, infine, The Women’s Rights Movement in the USA: New View.  In quest’ultimo scritto, in particolare, Firestone esprime le proprie considerazioni in merito al movimento suffragista, mettendone in luce il carattere conservatore.
  2. https://www.laadan.it/shulamith-firestone-la-dialettica-dei-sessi-autoritarismo-maschile-e-societa-tardo-capitalistica/
  3. A. Cavarero, F. Restaino, Le filosofie femministe, Pearson Italia, Milano-Torino 2022, p. 147
  4. Ivi, p. 148
  5. Cfr. in S. Firestone, The Dialectic of Sex. The Case for Feminist Revolution, William Morrow and Company, New York 1970, p.2: «For feminist revolution we shall need an analysis of the dynamics of sex war as comprehensive as the Marx-Engels analysis of class antagonism was for the economic revolution.»
  6. Ivi, p. 4. Trad. mia di: «There is a whole sexual substratum of the historical dialectic that Engels at times dimly perceives, but because he can see sexuality only through an economic filter, reducing everything to that, he is unable to evaluate in its own right.» 
  7. Il concetto di Alterità viene impiegato da Simone de Beauvoir per descrivere la relazione in cui la donna è stata storicamente posta rispetto all’uomo, definita come qualcosa di altro rispetto a un modello ideale rappresentato appunto dall’uomo.
  8. S. Firestone, The Dialectic of Sex. The Case for Feminist Revolution, William Morrow and Company, New York 1970, p. 43. Trad. mia di: «Freudianism is so charged, so impossible to repudiate because Freud grasped the crucial problem of modern life: Sexuality.»

Bibliografia

A. Cavarero, F. Restaino, Le filosofie femministe, Pearson Italia, Milano-Torino 2022

S. Firestone, The Dialectic of Sex. The Case for Feminist Revolution, William Morrow and Company, New York 1970

Sitografia 

https://www.nytimes.com/2012/08/31/nyregion/shulamith-firestone-feminist-writer-dies-at-67.html

https://www.theguardian.com/world/2012/sep/06/shulamith-firestone

https://www.laadan.it/shulamith-firestone-la-dialettica-dei-sessi-autoritarismo-maschile-e-societa-tardo-capitalistica/

https://www.iltascabile.com/societa/shulamith-firestone/

Immagine di copertina con utilizzo non commerciale. la redazione rimane a disposizione. Tratta dalla copertina di The Dialectic of Sex. The Case for Feminist Revolution / used solely for educational purposes in a not-for-profit organization