
Glitter su compost: Breviario di ecofemminismo quotidiano, pubblicato da effequ nel 2026, mostra il pensiero nella sua dimensione situata, corporea e incarnata.
L’autrice Myriam Bahaffou – dottoranda in filosofia femminista tra Francia e Canada, studiosa di ecologia decoloniale e antispecismo – scrive e riflette su un ecofemminismo che non abita i programmi elettorali né le aule universitarie, «partendo da sporcizia e contaminazioni» (1). Bahaffou si oppone alle varie forme di greenwashing e di whitewashing che negli ultimi anni hanno reso “ecofemminismo” una parola spendibile ovunque, compatibile con qualunque discorso.
Questo breve testo lavora quindi nella direzione opposta. Rimette la parola a contatto con la materia, con la classe, con i corpi che quella materia la abitano davvero.
«Il mio ecofemminismo, e più in generale il mio atteggiamento nei confronti della vita si manifestano sotto forma di isteria, di eccesso, di slancio e questo libro ne è una delle prime manifestazioni. […] La natura di questo libro è, in poche parole, ibrida.» (2)
Infatti, Bahaffou procede per frammenti, non in modo sistematico: scene, ricordi, momenti minimi di vita quotidiana da cui si aprono improvvisamente riflessioni teoriche e politiche. Un pranzo in un bistrot parigino sotto la torre Eiffel diventa l’occasione per interrogare la performance di classe e di genere, il modo in cui il proprio corpo viene letto – o non riconosciuto – in certi spazi urbani. Una seduta di ceretta in un salone estetico in un quartiere popolare parigino apre a una riflessione sulla solidarietà femminile che si costruisce nei luoghi di lavoro precario, lontanissima da ogni retorica di sorellanza astratta.
Il centro estetico si configura infatti come uno spazio ibrido e contraddittorio: da una parte, è un luogo in cui si riproducono le norme oppressive della bellezza; dall’altra, può diventare uno dei pochi luoghi in cui si instaurano relazioni intime tra donne e in cui il corpo può essere oggetto di uno sguardo solidale, esclusivamente femminile, sottratto alla logica della conquista. Allo stesso modo, una coccola con la gatta Jorge diventa spunto per una meditazione sull’antispecismo che non ha nulla di teorico o dimostrativo, ma nasce dal contatto, dalla tenerezza, dalla domanda su cosa significhi davvero riconoscere un altro essere vivente come soggetto.
Il risultato è la pratica di un ecofemminismo pensato non come corpus teorico coerente, ma come postura, atteggiamento, vita vissuta.
Un modo di stare nel mondo che è insieme carnale ed erotico, mai risolto, spesso contraddittorio. Una pratica capace di rivendicare il piacere sessuale come strumento politico, per tornare ai nostri corpi, ai nostri desideri e riscoprire la materialità della nostra carne. In questa prospettiva, l’erotismo non è confinato alla sfera privata né riducibile all’esperienza individuale del piacere, ma diventa una modalità di relazione con il mondo, fondata sulla corporeità e sulla materia. Per l’autrice, infatti, esso non rappresenta
«solo un gioco legato allo spazio privato della camera da letto, l’apprezzamento di un pezzo di culo. L’erotismo è una presa gioiosa e organica sul mondo, una presa corporea, carnale, che può permetterci di fare gruppo, di militare insieme» (3).
L’ecofemminismo di Bahaffou si presenta come un ecofemminismo «impuro», non privo di conflitti, ambivalenze e tensioni, ma anzi capace di assumerli come parte integrante della propria pratica. L’autrice abita, racconta e lascia coesistere queste tensioni – e in ciò sta forse il contributo filosofico più originale del libro: l’idea che le contraddizioni irrisolte non siano un difetto del pensiero ecofemminista, ma il segno che quel pensiero sta davvero facendo i conti con la complessità di ciò che vuole descrivere.
Glitter su compost è un libro che chiede a chi legge lo stesso movimento che compie l’autrice, ossia tornare al proprio corpo, alla propria classe, alle proprie relazioni quotidiane, e chiedersi cosa, lì dentro, l’ecofemminismo ha ancora da dire.
Grazie effequ!
M. Bahaffou, Glitter su compost. Breviario di ecofemminismo quotidiano, Firenze, effequ, 2026.
(1) M. Bahaffou, Glitter su compost. Breviario di ecofemminismo quotidiano, Firenze, effequ, 2026, p. 165.
(2) Ivi, p. 14.
(3) Ivi, p. 101.
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