Un libro forgiato all’inferno

Gli occhi scuri e il naso appuntito dell’uomo che ci sbircia dalla copertina di questo testo non sembrano proprio quelli di un pericoloso rivoluzionario, un sovversivo pensatore le cui opere meritano di essere inserite nell’Indice dei libri proibiti. Eppure, il titolo del libro non lascia dubbi: il  Tractatus Theologico-Politicus fu davvero considerato dai contemporanei Un libro forgiato all’inferno, tanto da far guadagnare al suo autore, il filosofo olandese Baruch Spinoza, la scomunica e la fama di “ateo di sistema”. Nel testo che abbiamo tra le mani, scritto nel 2011 dallo storico della filosofia Steven Nadler, ci si propone di narrare le vicende legate alla scrittura del Tractatus e le ragioni della sua sfortuna, aiutandoci a comprendere come mai Spinoza abbia avvertito il bisogno di mettere nero su bianco le proprie tesi in materia teologica e politica nel bel mezzo di un’Europa ancora ferita dalla recente Guerra dei trent’anni. Il ritratto che ne emerge è quello di un libro che dal 1670 ci parla ancora di temi di scottante attualità, facendoci sospettare e temere di non essere cambiati molto in questi secoli. Il testo di Nadler, certamente più breve, scorrevole e divulgativo dell’opera spinoziana in sé, consente ad ognuno di noi di fare la conoscenza di un autore da sempre considerato quasi inavvicinabile per i non addetti ai lavori. Grazie ad esso, potremmo scoprire nel pallido uomo del ritratto in copertina un insospettabile amico, pronto a svelarci più di un segreto su chi eravamo e, forse, su chi siamo ancora oggi.

Nadler S., Un libro forgiato all’inferno, tr. it. di Giacone L., Einaudi, Torino 2013.