La crociata contro la masturbazione

Nel precedente articolo di Filososex abbiamo analizzato la sessualità come dispositivo di potere e sapere, prendendo come punto di riferimento gli studi di Michel Foucault. La civiltà occidentale ha sviluppato nel corso dei secoli una vera e propria «scientia sexualis» (1), e nello specifico sono state la medicina e la psichiatria a sviluppare un discorso sulla sessualità e sul suo disciplinamento. Seguendo questa linea d’indagine continuiamo il nostro viaggio nella storia della sessualità approfondendo proprio l’aspetto della medicalizzazione del sesso ed esplorando la crociata contro la pratica della masturbazione.


La masturbazione è una delle tante manifestazioni della sessualità dell’individuo, ma essa è stata ostacolata per secoli interi dal sapere religioso e medico tradizionale perché si pensava fosse “l’origine di tutti i mali”.


A partire dal 1712 in tutta Europa è stato lanciato un allarme sull’attività onanistica (2) con la diffusione di un pamphlet inglese anonimo (3) che la individuava come causa di una serie di disturbi fisici e psicologici: danni allo stomaco, nausea, problemi di respirazione, tosse e raucedine, paralisi corporee, impotenza, perdita eccessiva di peso, epilessia, febbre, indebolimento delle percezioni sensoriali e delle capacità intellettive, follia e idiozia.

Tali problematiche si sarebbero presentate in maniera graduale nell’individuo masturbatore e lo avrebbero condotto inevitabilmente alla morte. Questa crociata medica contro la masturbazione è stata rafforzata dal medico svizzero Samuel Auguste Tissot, che nel 1760 ha pubblicato L’Onanisme, un trattato che descrive i presunti effetti nocivi della pratica onanistica.


Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento medici e psichiatri hanno percepito l’esigenza di regolamentare e teorizzare la sessualità, marcando un confine ben preciso tra ciò che è normale e patologico.


Richard von Krafft-Ebing, neurologo e professore di psichiatria presso l’Università di Vienna, è stato il fondatore della scienza della patologia sessuale come branca del sapere medico. Nel 1886 ha pubblicato Psycopathia sexualis, un saggio che ha avuto una grande notorietà in ambito medico-scientifico e che ha causato una crescita esponenziale dei saggi sulla devianza sessuale.

In esso  Krafft-Ebing ha individuato quattro tipi di patologie sessuali (4): (i) le anestesie, assenza di desiderio e sensazioni sessuali; (ii) iperestesie, presenza eccessivamente accresciuta di desiderio sessuale; (iii) le paradossie, manifestazioni sessuali nell’infanzia e nella vecchiaia; (iv) le parestesie, ovvero le perversioni sessuali vere e proprie.


In questo contesto la preoccupazione per gli effetti nocivi della pratica onanistica è stata indirizzata alla sessualità del bambino e classificata a livello medico come una paradossia.


Di conseguenza, si sono diffusi molti manuali e compendi destinati ai genitori, volti a insegnare loro le tecniche per impedire ai figli di masturbarsi e sono nate diverse istituzioni atte a curare i giovani masturbatori con specifici farmaci da assumere. (5) I genitori dovevano prendersi il compito di controllare continuamente il corpo infantile, anche attraverso una serie di meccanismi e trappole per impedire al bambino di pervenire allo stato di piacere autoerotico. Venivano utilizzate per questo speciali camicie da notte, si legavano le mani dei bambini con delle corde fissate a loro volta a quelle dell’adulto o a campanelle, oppure venivano inserite delle cinture di metallo nella zona del basso ventre.

La masturbazione continuava così a essere inserita nel quadro eziologico delle più diverse malattie e identificata dagli psichiatri come causa principale della follia. Il medico Serrurier ha scritto in un articolo del Dictionnare des sciences médicales: «il giovane si troverà nel più completo marasma, la sua vista era interamente spenta. Ovunque fosse, egli dava libero sfogo ai suoi bisogni naturali. Dal suo corpo esalava un odore particolarmente nauseabondo. La pelle era terrea, la lingua vacillante, gli occhi infossati; aveva tutti i denti scalzati e le gengive coperte di ulcere […] La morte non poteva essere per lui che la conclusione fortunata delle sue prolungate sofferenze». (6)


Per quale motivo si è verificata questa crociata medica e sociale contro la pratica della masturbazione?


Michel Foucault ha provato a dare una spiegazione a questa domanda. I medici dell’epoca «hanno invocato e suscitato una sorta di vero e proprio delirio ipocondriaco» (7) perché la masturbazione consentiva di spiegare tutto ciò che il sapere medico e psichiatrico non poteva definire scientificamente. L’onanismo era diventato infatti la causa di qualsiasi malattia non specifica, sia a livello fisico che psicologico e il paziente diventava così l’unico responsabile del suo male: «se sei malato, è perché l’hai voluto; se il tuo corpo è colpito dalla malattia, è perché l’hai toccato». (8) Nel caso di manifestazioni sessuali nei bambini la colpa veniva fatta ricadere sui genitori per mancanza di cure adeguate, disattenzione e negligenza nei riguardi dello stato di salute dei propri figli.

Per Foucault la crociata contro la masturbazione non può essere spiegata attraverso una motivazione morale, ma a causa della volontà di medicalizzare la sessualità e per proteggere il corpo dell’individuo, il suo stato di salute e di benessere.


La liberalizzazione della masturbazione è avvenuta soltanto nel 1968 all’interno del movimento di rivoluzione sessuale, che ha profondamente modificato i codici tradizionali di comportamento in merito alla sessualità dell’individuo con se stesso e con gli altri.


La masturbazione è diventata gradualmente una normale pratica sessuale dell’individuo per il suo benessere psico-fisico, nonostante essa purtroppo continui a essere considerata un tabù, una colpa e un motivo di vergogna, in particolare nel caso della sessualità femminile.





(1) Michel Foucault, La volontà di sapere. Storia della sessualità 1, Milano, Feltrinelli, 2013, p. 53.

(2) Termine medico-psichiatrico per indicare la pratica della masturbazione.

(3) Il pamphlet dal titolo Onania che viene attribuito secondo alcune fonti al chirurgo John Martin, secondo altre al teologo Balthasar Bekker.

(4) Frank J. Sulloway, Freud, biologo della psiche. Al di là della leggenda psicoanalitica, Milano, Feltrinelli, 1982, p. 313.

(5) Cfr. Michel Foucault, Gli anormali. Corso al Collège de France (1974-1975), Milano, Feltrinelli, 2010, p. 209.

(6) Ivi, p. 212.

(7) Ivi, p. 213.

(8) Ivi, p. 215.

Immagine di copertina:
Di Egon Schiele – The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=158773

Elena Magalotti

Author: Elena Magalotti

Si laurea in Filosofia presso l’Università di Bologna con una tesi in Storia della Psicologia, e poi alla magistrale di Scienze Filosofiche con una tesi in Storia delle Donne e dell’Identità di Genere: "La dignità della donna e la sua violazione. Una riflessione tra la filosofia di genere e il diritto". Scrive soprattutto di storia di genere e del femminismo, storia della sessualità e storia della scienza.