Utero con vista

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C’è un momento, leggendo Utero con vista di Domitilla Pirro e Benedetta Petroni per effequ, in cui ci si accorge di aver smesso di leggere e di aver iniziato a pensare a quella-cosa-là. Alle proprie esperienze, alle parole di un’amica, a un commento letto online.

Solo che quella-cosa-là arriva come una marea, ad ognunə probabilmente in un momento diverso.

Questo libro è un viaggio, nello specifico un viaggio nel corpo: ovaio e tube, imene, collo dell’utero, vagina, cervice, fondo dell’utero, clitoride.

Ogni tappa anatomica diventa un capitolo, che si apre a sua volta in sottocapitoli. Precisi, quasi fendenti.
Non è un caso che la mappa scelta sia quella dell’organo genitale: è la prova che non si può parlare di questi temi in astratto, ma solo partendo da dove tutto accade davvero. Dalla vita reale.

Il viaggio però non si limita ad affrontare il corpo in sé, come farebbe un testo di anatomia, ma contestualizza la conoscenza del corpo toccando moltissime tematiche e questioni che ad esso si collegano e che lo riguardano; come quelle relative all’identità di genere e il suo legame con la corporeità, PMA, mestruazioni e malattie sessualmente trasmissibili (per citarne solo alcune). Pirro e Petroni tengono insieme testimonianze individuali, cultura pop e ricerca scientifica non sottraendosi mai alla complessità che ruota attorno al corpo e alle sue componenti che non possono essere ridotte a semplici “parti” di noi, ma dialogano sempre con tutto l’insieme a livello identitario, sociale e culturale. 

Questo libro non si divora ma si attraversa, piuttosto.

Una tappa alla volta.
Ogni capitolo si apre con un’illustrazione che funge da bussola per il tratto di strada che segue, e si articola poi in quattro momenti: “la condivisione” (parole reali) “la situazione” (dati reali) “la rappresentazione” (cultura generale) e “la cornice”. Ecco, proprio “la cornice” attira poi l’attenzione. Scritta in un carattere più piccolo, quasi a non volersi imporre, in realtà arriva dritta al cuore.
Quattro registri diversi che si alternano e che insieme costruiscono qualcosa di più complesso di un semplice saggio.

«Utero con vista è un esorcismo collettivo» (1)

Il sottotitolo promette una “formidabile guida di orientamento genitale”, ed esattamente così: porta a farsi le domande che spesso si evitano, si rimandano o si seppelliscono sotto il rumore di fondo del “è normale così”.

«Ma che succede quando, a sperimentazioni immorali superate, a comitati etici costituiti, la medicina continua a girare un occhio vitreo su alcuni dolori molto precisi e molto reali? Che succede se non vede il dolore? […] Anni così, nel silenzio, nella normalizzazione del concetto che le donne devono soffrire, nella convinzione che forse la soglia del dolore è troppo bassa e come soluzione c’è solo il conto alla rovescia per la menopausa» (2)

Questo non è un saggio da leggere tutto d’un fiato, e proprio qui sta la sua bellezza. 

Ha bisogno di pause, di essere posato e ripreso, di tempo per digerirlo prima di procedere verso la tappa successiva. Ed è nella lentezza (insolita, in un’epoca che pretende un consumo rapido anche dai libri) che si misura l’onestà di questo lavoro.

Utero con vista è un testo crudo, reale, che non ti fa stare comodə sulla sedia.
Necessario non solo a chi si riconosce direttamente nei temi che tratta, ma alla collettività intera, perché il modo in cui si parla (o non si parla) di questi temi riguarda tuttə.

Grazie effequ!

D. Pirro, B. Petroni, Utero con vista. Formidabile guida di orientamento genitale, effequ, 2025.

( 1) D. Pirro, B. Petroni, Utero con vista. Formidabile guida di orientamento genitale, effequ, 2025, p.11.

( 2) Ivi, pp.137-138.